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Redditometro 2013 nuovo: controlli voci di spesa e reddito limitati

Nuovo redditometro: quando parte e cosa controllerà



Secondo le ultime notizie, nel mirino del nuovo redditometro dovrebbero finirci solo 35 mila contribuenti, quelli per cui lo scostamento tra redditi dichiarati e spese effettuate supera il 20%.

Eppure gli italiani temono l’entrata in vigore del nuovo strumento di controllo fiscale che dovrebbe far finire sotto la lente di ingrandimento ogni spesa effettuata, da quella più banale della spesa alimentare, a quella per beni di lusso o particolarmente costosi.

Il redditometro si baserà su un elenco di 100 capitoli di spesa, raggruppati in sette differenti categorie e tre soglie elaborate dall’Agenzia delle Entrate, dalla massima, all’intermedia, alla minima, che individueranno la congruità o meno dei contribuenti italiani e  in base alle quali scatteranno, o meno, gli accertamenti.

Le sette categorie indicate sono quelle di abitazioni, mezzi di trasporto, assicurazioni e contributi previdenziali, istruzione, attività sportive e tempo libero, investimenti immobiliari e mobiliari, altre spese significative. Sotto controllo saranno anche tutte le spese sostenute per il tempo libero, dai giochi all’acquisto di videogiochi all’iscrizione in palestra, a sedute in spa; e che rientrano nell’ambito sanitario.

E nel mirino anche ogni tipo di investimento effettuato, da acquisto di immobili a investimenti di tipo finanziario in obbligazioni, titoli, ecc. Le entrate dichiarate dal contribuente e le spese effettuate saranno studiate in base alla tipologie di famiglia 11 in tutto; alla zona geografica in cui si vive (5 quelle prese a riferimento); e al proprio tenore di vita.

Nel caso dovesse verificarsi uno scostamento significativo tra quanto si dichiara e spese sostenute, scatterà l’accertamento fiscale e toccherà poi al cittadino dimostrare che l’eventuale livello dei consumi incongruo è spiegabile. L'analisi mirerà, infatti, a verificare se c'è una significativa differenza tra le spese e il reddito, partendo dalle dichiarazioni del 2010 (redditi 2009).

In caso di incongruenze scatteranno le verifiche, ma solo se la differenza è superiore al 20%. Il vicedirettore vicario dell'Agenzia delle entrate, Marco Di Capua, ha spiegato infatti che “Il redditometro ha l'obiettivo di intercettare forme di evasione spudorata e i finti poveri. Non è uno strumento di accertamento di massa”.

E ha poi aggiunto: “I controlli del redditometro sui contribuenti saranno inferiori ai 40 mila l'anno e non prenderanno in considerazione scostamenti tra spese e reddito dichiarato pari a 1.000 euro al mese, 12.000 euro l'anno”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il