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Ilva Taranto: stipendi garantiti da Governo Monti. Oggi decisione del giudice. Le ultime notizie

Monti assicura il pagamento degli stipendi ai lavoratori dell’Ilva: la situazione



Si terrà oggi 21 gennaio alle 11 a Roma l'incontro del presidente dell’Ilva, Bruno Ferrante, con i sindacati Fim, Fiom e Uilm inizialmente previsto per il 22 a Taranto.

Attualmente sono oltre 2mila operai dell'area a freddo in cassa integrazione ordinaria e l'azienda punta a metterne altri 700 in cassa in deroga. Questi, però, sono numeri fermi a qualche giorno fa, numeri che adesso potrebbero cambiare in peggio, considerando la decisione di mantenere i prodotti sequestrati, anche se, nonostante i problemi, il dimissionario Mario Monti ha assicurato il pagamento delle retribuzioni a tutti i lavoratori.

Secondo un comunicato diffuso dall’azienda, “Solo il conseguente sblocco dei lavorati e semilavorati ancora sotto sequestro, l'Ilva sarà in grado, nonostante la grave crisi anche industriale, di rispettare i propri impegni a cominciare dal pagamento degli stipendi”.

Il 23 gennaio arriverà a Taranto il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, che ha ribadito che la legge 231 va applicata subito e interamente e oggi potrebbe arrivare  il verdetto del gip di Taranto, Patrizia Todisco, in merito al dissequestro o meno dei prodotti dell'Ilva bloccati da fine novembre.

Dopo i giudici del Tribunale dell'appello, che nei giorni scorsi hanno sospeso il giudizio sull'istanza di dissequestro presentata dall'azienda in base alla legge 231 e sollevato obiezione di incostituzionalità sull'articolo 3 della stessa legge, ora tocca al magistrato che ha firmato il sequestro a fine novembre decidere se un milione e 700mila tonnellate fra coils e lamiere, che valgono un miliardo di euro, debbano essere sbloccati o meno.

Secondo il governatore pugliese Vendola “Un nuovo decreto sull'Ilva porterebbe in un vicolo cieco” e suggerisce invece ‘un lodo’ chiedendo all'azienda di presentare “subito istanza di dissequestro dei materiali finiti vincolando i ricavi della vendita al pagamento delle retribuzioni e all'avvio degli interventi di ambientalizzazione. Questa soluzione consentirebbe di gestire nel processo penale il conflitto che sta soffocando l'industria siderurgica italiana e Taranto”.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il