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Ilva Taranto: giudice blocca ancora le merci. Pronto decreto Governo. Ultime notizie

Negato dissequestro merci, stipendi a rischio: la situazione dell’Ilva



Il giudice Patrizia Todisco, rinviando il giudizio alla Consulta, ha negato il dissequestro di oltre 1 milione e 700mila tonnellate di acciaio, del valore di circa un miliardo di euro. E ora si prepara un nuovo decreto del governo per sbloccare merci e stipendi.

La notizia è arrivata lo stesso giorno dell’arresto di Fabio Riva, che sarebbe avvenuto in mattinata a Londra. Fabio Riva è vice-presidente del gruppo ed è accusato dalla magistratura italiana nell’ambito dell’inchiesta sull’inquinamento prodotto dallo stabilimento Ilva.

Poco prima della decisione del negato dissequestro, l’azienda si era  detta disponibile al cosiddetto dissequestro vincolato delle merci, e cioè aperta alla possibilità di vendere quel material in modo da coprire gli stipendi di febbraio degli operai e più in generale di adempiere a tutti gli obblighi previsti dall’Aia, per mantenere in vita l’azienda.

Dopo il mancato consenso del gip, però, gli stipendi  restano congelati e per i lavoratori dell’Ilva potrebbero aprirsi le porte della cassa integrazione, possibilità paventata dallo stesso presidente Bruno Ferrante, in caso di mancato dissequestro delle merci.

Ma per Ferrante, “Il mancato dissequestro delle merci rischia di avere pesanti ripercussioni non solo in Puglia. Se i prodotti di Taranto non dovessero essere dissequestrati si aprirebbe purtroppo uno scenario inevitabile: il blocco degli stabilimenti oltre che di Taranto anche di Genova e Novi Ligure”.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il