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Redditometro 2013: tutto quello che c'è da sapere. Le ultime notizie e novità

Modalità e controlli nuovo redditometro 2013: come funzionerà



C’è chi ne punta il dito contro ritenendo che affosserà ancora i consumi in Italia e chi, come molto forze politiche pronte a farsi avanti alle elezioni 2013, è pronto ad eliminarlo o quanto meno modificarlo, ma al momento tutto è pronto per il via al nuovo redditometro 2013 che entrerà in vigore a marzo 2013 ma sarà retroattivo al 2009 e controllerà 100 capitoli di spesa, raggruppati in sette differenti categorie, che sono abitazioni, mezzi di trasporto, assicurazioni e contributi previdenziali, istruzione, attività sportive e tempo libero, investimenti immobiliari e mobiliari, altre spese significative.

Tra le voci di spesa controllate: telefonini, iscrizione in palestra, abbigliamento, elettrodomestici, ma anche spese per bigiotteria, parrucchiere, animali domestici e tanto altro.

Saranno suddivisi anche i nuclei familiari in base alle aree geografiche d’Italia e saranno Nord-Est, Nord-Ovest, Centro, Sud e Isole e i calcoli del redditometro saranno effettuati tenendo conto delle tipologie di famiglia (11 in tutto), della zona geografica in cui si vive e del proprio tenore di vita.

Saranno esenti dai controlli le borse di studio, i compensi non superiori a 7.500 euro derivanti da attività sportive dilettantistiche, le pensioni, gli assegni, le indennità di accompagnamento e gli assegni erogati ai ciechi civili, ai sordomuti e agli invalidi civili, le pensioni sociali, l'assegno di maternità per la donna non lavoratrice, e le rendite Inail, esclusa l'indennità giornaliera per inabilità temporanea assoluta.

Previsti inizialmente per il nuovo redditometro 35mila controlli, che saranno mirati. Gli accertamenti sintetici previsti dal fisco per quest’anno saranno infatti 35 mila e dunque i controlli con il redditometro potrebbero essere circa 70 mila su una platea di 40 milioni di contribuenti, dunque, non una campagna a tappeto.

Sono, inoltre, tre le soglie elaborate dall’Agenzia delle Entrate, dalla massima, all’intermedia, alla minima, che individueranno la congruità o meno dei contribuenti italiani e  in base alle quali scatteranno, o meno, gli accertamenti.

L’accertamento scatta nel momento in cui si registra uno scostamento significativo tra quanto dichiarato e spese sostenute e nel caso in cui questo scostamento superasse il 20% e fosse dovuto ad eventuali vincite o prestiti da parte dei genitori, toccherà al contribuente giustificarlo e spiegarlo correttamente all’Agenzia delle Entrate.

Nel momento in cui le spiegazioni fornite fossero sufficienti ad eliminare ogni dubbio, il caso sarà chiuso, ma se invece le ragioni del contribuente non apparissero convincenti, potrebbe scattare il vero e proprio accertamento, fino ad arrivare ad una sanzione salata per cui il contribuente potrebbe versare il 30% della maggior somma dovuta.

Per eventuali dimostrazioni di spese varie, non sarà necessario conservare gli scontrini di spese minime, come spesa alimentare o abbigliamento, mentre sarebbe bene conservare le ricevute di spese straordinarie, come quelle di una vacanza o anche solo di un viaggio di qualche giorno. In questo caso, meglio conservare biglietti aerei o navali o fatture di hotel e ristoranti.

Da conservare anche scontrini per l’acquisto di mobili, arredi vari ed elettrodomestici; il pagamento mutuo, se questo viene effettuato ad esempio dai genitori. In questo caso vanno conservati i bonifici bancari eseguiti; le ricevute di rette scolastiche o anche di asili nido; e le  ricevute per l’acquisto di regali particolarmente costosi fatti in determinate occasioni come compleanni o  Natale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il