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Pensioni 2013: modifiche Riforme Fornero rese più difficili da possibile manovra finanziaria

Modifiche riforma pensioni: preoccupa un buco da miliardi di euro



I partiti in corsa verso le prossime elezioni politiche 2013 si dicono da tempo ormai disposti ad attuare modifiche sulla riforma delle pensioni firmata dal ministro Fornero e in vigore da gennaio, ma probabilmente attuarle davvero incontrerà qualche difficoltà, perché potrebbero anche mancare i soldi.

A preoccupare, infatti, sarebbe il presunto buco nel bilancio 2013 da almeno una decina di miliardi di euro, prodotta dalla recessione e dalla necessità di rifinanziare con otto miliardi di euro la cassa integrazione che scadrà a maggio.

E proprio per questo il candidato premier del Pd, Pierluigi Bersani, ha parlato degli ammortizzatori sociali come il settore dove esercitare la maggiore vigilanza una volta arrivati al governo.

Tempo fa già, Pd e Pdl aveva proposta una sorta di controriforma che prevedeva un nuovo canale di pensionamento per lasciare prima il lavoro, a 58 anni.

La proposta, così come presentata, sarebbe stata sperimentale fino al 2017, dando la possibilità di andare in pensione prima per uomini e donne: per i lavoratori dipendenti 58 anni (57 le donne) fino a tutto il 2015 e poi 59 (58 le donne) fino alla fine del 2017, purché si siano raggiunti però 35 anni di contributi e ricevendo un assegno più leggero.

Oggi con la riforma Fornero per andare in pensione anticipata, ci vogliono almeno 42 anni e un mese di contributi (41 e un mese per le donne) e 62 anni di età.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il