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Redditometro e redditest nuovo 2013: se sei incongruo online non vuol dire nulla

Redditest: non sempre i suoi risultati sono efficaci. Come funziona



Entrerà in vigore ufficialmente il prossimo marzo ma sarà retroattivo al 2009 e ‘prenderà di mira’ una platea di 35mila persone, non sarà, dunque, un controllo a tappeto.

Così sarà il via del nuovo redditometro, il nuovo strumento di controllo messo a punto dall’Agenzia delle Entrate che metterà sotto osservazione ogni spesa effettuata dal singolo contribuente, studiando poi il suo reddito effettivo e valutando se esistono incronguità fra spese effettuate e reddito dichiarato.

Nel caso in cui questa situazione dovesse verificarsi, spetterà al contribuente provare che il proprio reddito è congruo rispetto al livello di consumi accertato dal Fisco.

Per tutte le voci di spesa analizzate, il Fisco metterà a confronto, se ci sono, eventuali dati emergenti dall’Anagrafe tributaria con le medie dell’Istat relative al tipo di famiglia cui appartiene il contribuente e alla sua area geografica (Nord-Ovest, Nord-Est, Centro, Sud o Isole).

Dopo aver analizzato le voci di spesa, il profilo del contribuente metterà a confronto la cifra complessiva così ottenuta con il reddito dichiarato, poi verificherà la congruenza tra i due dati e, se risultassero inconciliabili per più del 20%, sarà contattato il contribuente per fornire eventuali spiegazioni.

Nel momento in cui all’atto del controllo, dovesse risultare incongruenza nella dichiarazione dei redditi, il contribuente potrà difendersi dimostrando innanzitutto che si tratta di un errore materiale con i documenti da utilizzare come prova, dimostrando poi di aver acquisito un bene grazie al risparmio di anni o grazie ad un pagamento fatto da un'altra persona.

Se il contribuente dimostrerà di aver agito in maniera corretta il Fisco ritirerà l'accertamento; in caso contrario, il contribuente ‘beccato’ dal fisco nel tentativo di evadere le tasse dovrà versare il 30% della maggior somma dovuta. 

Per verificare la propria congruità, il contribuente potrà usare il nuovo software di cosiddetta autodiagnosi del redditest, anche se  il risultato di quest’ultimo potrebbe rivelarsi del tutto inefficace.

In caso di ricognizione fiscale, infatti, il semaforo verde del redditest non può essere usato in sede difensiva. Inoltre, rispetto agli accertamenti effettuati con il redditometro, il nuovo strumento di controllo dimostra come, nel varare la coerenza dei redditi dichiarati, non sia tanto il peso del totale delle spese sostenute ad influire significativamente quanto l’ambito di applicazione delle stesse spese.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il