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Ilva: stipendi a Febbraio impossibili o quasi. Nuova cassa integrazione. Le ultime notizie e novità

Problema stipendi e cassa integrazione: i nodi da sciogliere per l’Ilva



Si apre una nuova settimana importante per la questione Ilva, dopo che mercoledì scorso la Procura di Taranto ha detto no al dissequestro vincolato delle merci del siderurgico e quindi anche alla possibilità che fosse il Garante per l'Aia a gestire il ricavato della vendita impiegandolo per stipendi e interventi di risanamento ambientale.

I problemi da affrontare saranno quelli degli stipendi di febbraio e della nuova cassa integrazione anche per gli stabilimenti Ilva di Taranto, Genova e Novi Ligure.

L'azienda l'ha prospettata per circa 8mila lavoratori, ma il governo l'ha temporaneamente fermata perché vuole prima approfondire il dossier Ilva e vedere se permane il sequestro giudiziario delle merci e la scelta aziendale di non far ripartire gli impianti dell'area a freddo a Taranto.

La cosa che preoccupa maggiormente è comunque che l'azienda non possa fronteggiare la scadenza degli stipendi e per la mancanza di soldi attualmente si pensa che possa essere impossibile il pagamento di febbraio.

I sindacati intanto chiedono la puntuale corresponsione delle retribuzioni  e affermano che non c'è alcuna disponibilità a trattare su un'eventuale nuova cassa integrazione e che se deve esserci una trattativa deve può avvenire solo su una cassa straordinaria dovuta alla ristrutturazione del sito di Taranto e alla sua messa a norma ambientale.

Intanto, il gip Patrizia Todisco ha rigettato per la seconda voltala richiesta di revoca degli arresti in carcere per Girolamo Archinà, l’ex responsabile delle relazioni istituzionali dell’Ilva. Archinà è detenuto dal 26 novembre scorso, per corruzione e falso in atti giudiziari.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il