BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni: Riforma Fornero difficile da cambiare anche per partiti dopo elezioni. I motivi

Modifiche riforma pensioni ancora lontane: la situazione



Le modifiche alla riforma delle pensioni firmata dal ministro Elsa Fornero vengono ormai paventate da mesi, ma il tutto sembra molto difficile attualmente da mettere in pratica.

Si parla fondamentalmente di gradualità, e mentre il leader del Pd, Pierluigi Bersani spiega possibili cambiamenti, ieri il dimissionario Mario Monti ha lasciato intendere una nuova manovra in merito, mentre l’Inps ha confermato la possibilità di fallimento nel caso dei contributi silenti, cioè quei contributi versati all’Inps durante lo svolgimento dell’attività lavorativa, ma che risultano comunque insufficienti a garantire l’accesso alla pensione.

Secondo il direttore generale dell’Inps, Mauro Nori, se si procede alla restituzione dei contributi silenti, in favore di diversi milioni di italiani, ad esempio donne che hanno scelto di interrompere l’attività lavorativa per accudire i figli o coloro che, complice la crisi, hanno perso il posto di lavoro e non sono riusciti a ricollocarsi sul mercato del lavoro, l’Istituto nazionale di previdenza sociale rischierebbe il default, considerando che si parla di una cifra di tonda, 10 milioni di euro da restituire.

Pd, Pdl e la stessa lista Monti si preparano  comunque a modificare alcune norme della riforma delle pensioni entrata in vigore a gennaio 2013 e Pd e Pdl avevano avanzato già qualche tempo già nuove proposte per rivedere la riforma pensioni, prevedendo un nuovo canale di pensionamento per lasciare prima il lavoro, a 58 anni.

La proposta, così come presentata, sarebbe stata sperimentale fino al 2017, dando la possibilità di andare in pensione prima per uomini e donne: per i lavoratori dipendenti 58 anni (57 le donne) fino a tutto il 2015 e poi 59 (58 le donne) fino alla fine del 2017, purché si siano raggiunti però 35 anni di contributi e ricevendo un assegno più leggero.

Da gennaio, per andare in pensione gli uomini dovranno infatti raggiungere 66 anni e 3 mesi, le donne lavoratrici autonome a 63 anni e 9 mesi, e le donne dipendenti delle aziende private a 62 anni e 3 mesi. Per accedere poi alla pensione anticipata poi si dovrà esser soggetti all’adeguamento alla speranza di vita, e chi vorrà, potrà lavorare fino a 75 anni, ottenendo benefici in termini di guadagno.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il