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Esodati: 250mila senza pensione. La soluzione dopo elezioni 2013. Forse

Esodati: ancora un nodo da sciogliere



La questione è ancora aperta e ad esserne protagonisti non sono solo i circa 130.000 già salvaguardati, 65.000 con il decreto Salva-Italia e 55.000 con la spending review, e i circa 250.000 ancora non salvaguardati, ma anche i cosiddetti ‘Quindicenni’, i titolari di fondi di settore, i contributori volontari e tanti altri.

Nonostante, infatti, le prime salvaguardie stanziate per la platea di esodati individuati dal governo, restano ancora molto incerti i numeri sulle cifre esatte di quei lavoratori che, a seguito dell’entrata in vigore delle norme previdenziali fissate dalla nuova riforma Fornero, rischiano di rimanere senza pensione e senza lavoro.

Si tratta di una questione, quella degli esodati, in discussione ormai da mesi ma ancora apertissima e forse anche ricca di promesse per il futuro, giacchè i prossimi candidati alle elezioni promettono di sciogliere finalmente il loro nodo.

Nel frattempo, però, continua il balletto dei numeri: secondo Mauro Nori, direttore generale dell’Inps, i dati sulle domande del credito sono 18.752 rispetto alle 16.452 censite dall’Abi, di cui 14mila già in esodo al 4 dicembre 2011.

Secondo la Cgil, sarebbero poi 250 mila le persone ancora senza tutele, platea composta per lo più da lavoratori di piccole e medie imprese del nord, agricoltori, interinali e donne.

Il sindacato arriva a questa cifra riunendo, in particolare, tutti i lavoratori che hanno sottoscritto accordi di mobilità validi dopo il 4 dicembre 2011, quelli che hanno firmato fuori dalle sedi di carattere governativo, e chi, entro il 6 dicembre 2011, non aveva ancora effettuato un solo versamento volontario. Rientrano in questa platea anche molte donne che, in base alla riforma del ’92, potevano andare in pensione a 60 con soli 15 anni di contributi.

Alle soglie delle prossime elezioni, il Pd si dice pronto ad affrontare una volta per tutte la questione esodati trovando una soluzione per tutti quei lavoratori che a seguito delle nuove norme della riforma Fornero rischiano di rimanere senza pensione e senza lavoro e Pierluigi Bersani, leader del Pd, ha confermato che uno dei primi punti del suo programma sarà proprio quello di sistemare gli esodati e nello stesso tempo prevedere un’uscita pensioni più graduale.

Sulla riforma delle pensioni il Pd ritiene, infatti, che siano utili correzioni con la reintroduzione del principio di gradualità nel passaggio dal vecchio al nuovo sistema).

Anche Pdl e Lista Monti si dicono pronti a rivedere la norma esodati. Per quanto riguarda le proposte del Movimento 5 Stelle, questo si propone di tagliare di netto le pensioni d'oro e i vitalizi.

Secondo le dichiarazioni di Beppe Grillo ci sarebbero 100.000 pensioni d'oro per una spesa annua di 13 miliardi. Il leader del Movimento sostiene che se fossero abbassate a 5.000 euro netti al mese, il risparmio annuale sarebbe superiore ai 7 miliardi di euro. Inoltre Grillo propone di abolire i vitalizi dei parlamentari e di ridurre quelli in vigore a 3.000 euro lordi.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il