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Ilva Taranto: si cerca di tornare a lavorare ma numerosi problemi da risolvere. Le ultime notizie

Riaprono alcuni impianti Ilva: la situazione



I problemi finanziari e di crisi di mercato ci sono ancora, e sono anche molti, ma la riapertura di alcuni impianti dell'area a freddo e la scomparsa dei lucchetti dallo stabilimento sono i segnali che ieri hanno evidenziato un primo ritorno alla normalità all'Ilva di Taranto.

L’azienda temeva l’occupazione dello stabilimento a causa dello scontro con la magistratura sul sequestro dei prodotti, ma invece nello stabilimento siderurgico sembra tornata la calma, anche se azienda e sindacati ragionano ancora sui numeri della cassa integrazione, che dovrebbe toccare quasi 8mila lavoratori e ciò significa che la questione Ilva ha bisogno ancora di tempi lunghi per essere risolta definitivamente.

Sarà fondamentale, per questo obiettivo, il percorso giudiziario che si concluderà con la pronuncia della Consulta sulla costituzionalità della legge Salva-azienda, che sarà decisiva per il futuro dello stabilimento.

I tempi non saranno lunghissimi, così come promesso dal nuovo presidente della Corte Costituzionale, nel frattempo, Gruppo Riva e sindacati provano a limare i numeri della cassa integrazione. Sarebbero, come accennato, migliaia i lavoratori nel mirino della cassa integrazione e il dato è emerso nel corso dell'incontro che si è svolto giorni fa in Prefettura a Taranto, con il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini.

Lo stesso ministro, pur non fornendo numeri al riguardo, ha detto che “sta per essere presentata una richiesta importante di cassa integrazione da parte dell'azienda”. Tra le ipotesi allo studio della magistratura e del governo per salvare l’Ilva ci sarebbe il dissequestro e la vendita dell’acciaio deteriorabile fermo dal 26 novembre sulle banchine del porto con lo spostamento del sequestro sulle somme ricavate.

Ma ora gli occhi sono tutti puntati alla decisione della Consulta a cui si è rivolta la magistratura tarantina per far dichiarare l’illegittimità costituzionale della legge 231 del 24 dicembre 2012.


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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il