Mutui 2013: i tassi di interessi medi variabile e fisso nelle offerte banche

Mutui ancora alti: le banche attendono l’esito delle elezioni. Cosa potrebbe cambiare?



Continuano a salire i costi dei mutui anche se da recenti sondaggi sembra che i prezzi delle case stiano iniziando a calare. Ma come mai allora gli spread bancari restano sempre così alti da rappresentare un impedimento alla stipula di un mutuo da parte di chi vuole comprare casa, e soprattutto giovani?

Oggi, mediamente gli spread si aggirano al 4,05%, nelle migliori offerte al 2,85% (tasso variabile) e 3% (tasso fisso).  Attualmente l'Euribor a 1 mese è allo 0,12% e quello a 12 mesi è allo 0,6%, si tratta di tassi molto bassi, addirittura più bassi del tasso di riferimento della Bce (0,75%), mentre gli Eurirs risultano più cari in quanto la durata aumenta, per esempio, il tasso a 10 anni è all'1,87%, quello a 20 al 2,39% e quello a 25 al 2,43%.

Si tratta dei minimi di tutti i tempi. Ma a dare la batosta sui mutui sono gli spread applicati dalle banche, oggi ancora per proteggere la propria liquidità.

Secondo un'indagine del Sole 24 Ore, però, qualche istituto è pronto a lanciare nuove campagne pubblicitarie per rilanciare le erogazioni di mutui attraverso una riduzione degli spread verso quota 2,7%. E sarà, secondo alcuni analisti, decisivo in tal senso anche l'esito delle elezioni.

Sono diversi, infatti, gli istituti di credito che prima di ridurre gli spread e, quindi, rendere più competitivi i mutui, attendono l’esito delle prossime elezioni di fine febbraio, per vedere che movimenti subiranno spread tra BTp e Bund e Borse.

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di Marianna Quatraro pubblicato il