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Pensioni e lavoro Riforma Fornero:Pd,Pdl,Movimento 5 Stelle tutti pronti a modifiche.Almeno a parole

Le proposte dei partiti per modifiche pensioni e lavoro: cosa prevedono



Pd, Pdl e Movimento 5 Stelle promettono cambiamenti su riforma lavoro e pensioni e inseriscono la questione come una delle fondamentali nei loro programmi elettorali, ma, in realtà, ci si chiede se saranno effettivamente in grado di mantenere le loro promesse in merito.

Le modifiche alla riforma delle pensioni firmata dal ministro Elsa Fornero vengono ormai paventate da mesi, ma il tutto sembra molto difficile attualmente da mettere in pratica.

Si parla fondamentalmente di gradualità, e mentre il leader del Pd, Pierluigi Bersani spiega possibili cambiamenti, Mario Monti ha lasciato intendere una nuova manovra in merito. Pd, Pdl e la stessa lista Monti si preparano, infatti, a modificare alcune norme della riforma ma molti problemi potrebbero derivare dalle coperture insufficienti.

Pd e Pdl avevano avanzato già qualche tempo già nuove proposte per rivedere la riforma pensioni, prevedendo un nuovo canale di pensionamento per lasciare prima il lavoro, a 58 anni.

La proposta, così come presentata, sarebbe stata sperimentale fino al 2017, dando la possibilità di andare in pensione prima per uomini e donne: per i lavoratori dipendenti 58 anni (57 le donne) fino a tutto il 2015 e poi 59 (58 le donne) fino alla fine del 2017, purché si siano raggiunti però 35 anni di contributi e ricevendo un assegno più leggero.

Per quanto riguarda poi la questione lavoro, il Pd di Pier Luigi Bersani si prefigge di rendere meno costoso il lavoro a tempo indeterminato rendendolo più conveniente rispetto a quello determinato. L’ipotesi paventata è quella di ridurre la tassazione sul lavoro e sull’impresa attingendo dalla rendita dei grandi patrimoni finanziari e immobiliari le risorse per coprire il buco che si verrebbe a creare.

Il Pdl di Silvio Berlusconi, invece, vorrebbe realizzare uno ‘statuto dei Lavori’, eliminando i paletti sui contratti a termine e le partite Iva, pensando alla detassazione del salario di produttività, sostenendo l’apprendistato, e incentivando, con detrazioni per i primi 5 anni, le imprese che assumeranno giovani a tempo indeterminato.

Monti, poi, pensa alla possibilità di sperimentare un contratto di lavoro a tempo indeterminato meno costoso e più flessibile, mentre il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, dal canto suo, propone l’abolizione della Legge Biaggi e punta ad istituire un sussidio di disoccupazione garantito, che dovrebbe essere di almeno 1000 euro per due o tre anni.

Questo, secondo Grillo, servirebbe ad ammortizzare gli effetti della perdita del lavoro. Prevista, inoltre, la detassazione del salario di produttività e per i giovani la detassazione per 4- 5 anni di apprendistato e contratti a tempo indeterminato.
 
 

 
Autore:

Marianna Quatraro

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Autore: Marianna Quatraro
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