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Pensioni: le richieste di modifica Riforma Fornero a Pd, Pdl, Lista Monti dopo elezioni 2013

Pensioni: cosa potrebbe cambiare dopo elezioni e richieste sindacati



Le forze politiche in corsa alle prossime elezioni promettono e i sindacati continuano a chiedere. L'argomento pensioni resta sempre uno dei più spinosi e, mentre Pd, Pdl e Movimento 5 Stelle, promettono modifiche alla riforma Fornero, le organizzazioni sindacali dei pensionati Uilp-Uil , Spi-Cgil, E Fnp-Cisl hanno inviato una lettera a tutti i candidati premier e ai segretari delle principali forze politiche per chiedere al futuro governo e al futuro Parlamento di occuparsi di pensionati e anziani.

I sindacati chiedono soprattutto una nuova politica fiscale, la tutela del potere d’acquisto delle pensioni, la rimozione del blocco della rivalutazione annuale introdotto con la riforma Fornero, il rilancio del welfare pubblico e un piano a sostegno delle persone non autosufficienti e delle loro.

Per il Pd e la lista Monti, le priorità sono rendere più flessibile l’uscita dal lavoro e incentivare la previdenza complementare. Se per Monti è “necessario aumentare l'età pensionabile effettiva e garantire nel tempo l'equilibrio dei sistemi pensionistici pubblici”, senza toccare la riforma Fornero, Pd e Pdl si dicono, invece, pronti a rivedere la riforma pensioni, con un nuovo canale di pensionamento per lasciare prima il lavoro, a 58 anni.

Pd e Pdl avevano avanzato già qualche tempo già nuove proposte per rivedere la riforma pensioni, prevedendo un nuovo canale di pensionamento per lasciare prima il lavoro, a 58 anni.

La proposta, così come presentata, sarebbe stata sperimentale fino al 2017, dando la possibilità di andare in pensione prima per uomini e donne: per i lavoratori dipendenti 58 anni (57 le donne) fino a tutto il 2015 e poi 59 (58 le donne) fino alla fine del 2017, purché si siano raggiunti però 35 anni di contributi e ricevendo un assegno più leggero.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il