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Pensioni scuola quota 96: il Pd prende posizione e annuncia soluzione dopo elezioni 2013

Quota 96: il Pd promette soluzione definitiva



La questione pensionandi della scuola appartenenti alla cosiddetta Quota 96, insieme alla questione esodati, è ciò che sta tenendo banco ormai da mesi e che sta suscitando le più grandi lamentele nei confronti dell'operato del governo in merito alle pensioni.

I pensionandi appartenenti a questa categoria sono appunto coloro che hanno raggiunto Quota 96, somma tra età anagrafica e contributiva partendo da un minimo di anni 60 di età e 35 di contribuzione. Ad essi è stato negato il diritto, acquisito già dal settembre del 2011, di accedere alla pensione con le vecchie regole.

Ora, è attesa per il 21 marzo la soluzione definitiva ai Quota 96, dopo che il Consiglio di Stato ha ritenuto che dovesse essere la Corte dei conti della giurisdizione regionale del Lazio a pronunciarsi.

Nello stilare la nuova riforma delle pensioni, infatti, il governo tecnico di Mario Monti non ha tenuto conto della specificità del Comparto Scuola, ben riconosciuta da leggi mai abolite oltre che da precedenti revisioni normative in materia previdenziale, e ha eguagliato le leggi speciali che regolano questo settore alle leggi generali di tutti gli altri settori della Pubblica Amministrazione, dimenticando che l'anno scolastico non coincide con l'anno solare e che si colloca, invece, a cavallo tra due anni solari, per cui nessun insegnante potrebbe abbandonare la sua classe il 31 dicembre.

Alle soglie delle elezioni politiche 2013, è il Pd a promettere una soluzione concreta per questa categoria di lavoratori una volta noti gli esiti delle votazioni, in modo da porre fine ad un’altra questione che sta decisamente scaldando gli animi.
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il