BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Ilva Taranto: Clini ottimista per ripresa e sblocco merci. Oggi incontro con garante

Potrebbe sbloccarsi la situazione all’Ilva. Oggi il Garante a Taranto



Cresce l’attesa per la decisione della Corte Costituzionale sul conflitto di attribuzione promosso dalla magistratura tarantina, e, soprattutto, sulle eccezioni di incostituzionalità sollevate su aspetti della Legge 231 del 2012.

La decisione della Corte si attende dopo che la Procura di Taranto ha detto no al dissequestro vincolato delle merci del siderurgico e quindi anche alla possibilità che fosse il Garante per l'Aia a gestire il ricavato della vendita impiegandolo per stipendi e interventi di risanamento ambientale.

Ma intanto, il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, ha dichiarato: “Sul'Ilva sono abbastanza confidente, gran parte dei problemi è già stata risolta, gli elementi positivi oggi sono più importanti degli elementi negativi e c’è un dialogo in corso con la magistratura di Taranto che mi sembra si stia evolvendo in modo positivo”.

Il ministro ha poi proseguito: “L'Ilva è in grado di produrre pienamente. Il problema che abbiamo, purtroppo, riguarda la verifica dell'affidabilità dell'azienda in termini di investimenti per attuare la bonifica. Su questo stiamo lavorando con l'impresa, alla quale abbiamo già chiesto di legare la riqualificazione industriale prevista dall'Aia con il piano industriale finanziario".

E' prevista per oggi la vista del Garante dell'Autorizzazione integrata ambientale sui temi del risanamento dell'Ilva. L'ex procuratore generale della Cassazione, Vitaliano Esposito, nominato un mese fa dal governo col compito di controllare se l'azienda stia o meno rispettando le prescrizioni dell'Aia incontrerà in Prefettura a Taranto i rappresenti sindacali.

Secondo alcuni, una possibile soluzione ai problemi dell’Ilva potrebbe essere la presenza dello Stato, che dovrebbe intervenire sostituendosi temporaneamente alla proprietà privata per avviare un'operazione di risanamento e di rilancio salvaguardando la salute degli abitanti, in una sorta di processo di nazionalizzazione.

Non si tratta, però, di nazionalizzare un'impresa ma di sottrarla temporaneamente a una proprietà che è sotto accusa della magistratura e non è in grado di gestire una fase così complessa mentre deve difendersi da accuse pesanti.

Una volta poi risolti i problemi più rilevanti, potrà essere rimessa sul mercato. Si tratterebbe, dunque, di un provvedimento temporaneo di cui il governo dovrebbe assumersi la responsabilità, a partire dal presidente del Consiglio e dal ministro dello Sviluppo economico.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marcello Tansini
pubblicato il