BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni invalidità civile potrebbero essere revocate a migliaia di donne. Le nuove regole possibili

Oggi decisione Corte su pensioni invalidità civile



Le pensioni di invalidità civile per le donne sarebbero decisamente a rischio. La legge stabilisce che si può avere la pensione di invalidità solo se il reddito è inferiore a 16.500 euro l'anno; mentre per l'assegno di invalidità bisogna scendere sotto i 4.650 euro l'anno.

Ma è arrivata in Corte di Cassazione la questione che riguarda il quesito se la cifra vale per il richiedente o per il nucleo familiare. Con 16 mila euro l'anno, due persone fanno fatica a vivere e con 4.650 euro l'anno è semplicemente impossibile, ciò significa la cancellazione di migliaia di assegni e di pensioni di invalidità e, solitamente, il coniuge debole che verrebbe colpito è la donna.

Decine di migliaia di donne potrebbero infatti perdere la pensione di invalidità civile anzi, dovranno addirittura restituire quanto percepito da dieci anni.

L'avvocato previdenzialista Sante Assennato ha spiegato che “complice l’orientamento equivoco dell’Inps, che in sede amministrativa riconosce e in sede giudiziaria nega, gli stessi livelli di reddito massimo diventano coniugali.

Ma una soglia così, comporterebbe l’estinzione fisica della coppia. Se l’asticella del reddito fosse rispettivamente fissata per entrambi i coniugi in 4mila e 650 euro per l’assegno, e in 16mila 500 per la pensione, questi morirebbero di fame prima”.

E ancora chiarisce: “Per 34 anni tanto per l’assegno quanto per la pensione gli stanziamenti delle leggi di bilancio dello Stato hanno previsto limiti reddituali personali: una deroga a questa prassi rappresenterebbe la più grave controriforma in materia assistenziale con conseguenze devastanti soprattutto per la donna.

Sia la pensione, sia l’assegno di invalidità, infatti, in un mercato del lavoro a forte prevalenza maschile sono volti alla tutela delle figure più deboli nel momento in cui, per motivi di salute, perdono la capacità di lavorare in maniera significativa: oltre il 74% per l’assegno o del 100% per la pensione”.

Oggi, mercoledì 13 febbraio, saranno giudici della sezione Lavoro della corte di Cassazione a decidere sui livelli di reddito.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il