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Esodati: estrema lentezza consegna lettere Inps. Una nuova sofferenza

Lavoratori vittime della lentezza della burocrazia: continua l’odissea degli esodati



Sembra un’odissea senza fine quella che ormai da mesi vede protagonisti gli esodati: prima manca la loro individuazione, poi mancano le coperture, poi le risorse non sono sufficienti per tutti, poi, finalmente, i decreti che tutelano le prime platee di 65 e 55mila lavoratori nel limbo del ‘senza lavoro e senza pensione’, poi l’annuncio del ministro Fornero dell’arrivo delle prime lettere di tutela agli interessati a febbraio, ma ecco un altro problema: la lentezza dei sistemi e della burocrazia italiana.

Cosa decisamente non nuova nel nostro Paese, ma che in questa circostanza rischia di rendere ancora più infinita una situazione già di per sé abbastanza ingarbugliata.

L’Inps ha inviato nei giorni scorsi a 25mila italiani le prime lettere per salvaguardare gli esodati, cioè quei lavoratori che hanno firmato in passato un accordo per mettersi in mobilità e che rischiavano  di rimanere senza lavoro e senza pensione, per effetto della nuova riforma previdenziale firmata dal ministro del lavoro Fornero, che ha innalzato l'età del pensionamento. I primi 25mila destinatari della comunicazione sono solo piccola parte della prima platea di 65mila persone salvaguardate.

La comunicazione è inviata tramite lettera cartacea recapitata al domicilio dell’interessato o tramite Pec, per chi l’avesse attivata. I destinatari sono i lavoratori che rientrano nel primo gruppo dei 65mila salvaguardati, ripartiti tra le seguenti categorie: autorizzati alla contribuzione volontaria, soggetti a carico dei fondi di solidarietà, lavoratori in mobilità, esonerati dal servizio, in congedo per assistere figli disabili, cessati a seguito di accordi individuali o collettivi di incentivo all'esodo.

Altre 40mila lettere arriveranno nelle prossime settimane. Ma sono diversi gli esodati che stanno protestando perchè l’Inps in molte sedi territoriali non ha ancora effettuato le pratiche necessarie da inviare alla sede di Roma, per far rientrare parte di loro nel cerchio dei salvaguardati, giacchè non hanno ancora ricevuto alcuna comunicazione ufficiale.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il