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Etf sempre più comprati e usati nel 2013 per diversificare portafogli

Investire in Etf: i vantaggi



Gli ETF (acronimo di exchange-traded fund) sono fondi comuni di investimento negoziati in Borsa e caratterizzati da una gestione passiva, cioè non fanno altro che replicare semplicemente l’andamento di un determinato indice, ad esempio la Borsa italiana o il prezzo dell’oro.

Attraverso un Etf, il risparmiatore può quindi investire in un determinato mercato finanziario o asset class, ad esempio liquidità, mercati obbligazionari, mercati azionari e materie prime, con grande facilità e a costi contenuti.

Scegliere di investire in Etf è conveniente, perché godono delle qualità dei titoli azionari e dei fondi comuni di investimento e come i titoli azionari ma a differenza dei fondi comuni gli Etf vengono scambiati di continuo, quindi possono essere acquistati e venduti anche durante la stessa giornata, in modo semplice e a prezzi perfettamente noti. 

Considerando che, come accennato, gli Etf hanno gestione passiva, presentano commissioni di gestione molto ridotte e nessuna commissione di ingresso, di uscita o performance. Il 2012 per gli Etf si è chiuso in maniera eccezionale e le previsioni per questo 2013 non decisamente rosee.

Il mese di gennaio si è, infatti, chiuso con il terzo miglior risultato di sempre per la raccolta netta, pari a 40,2 miliardi di dollari, continuando così il trend dell’anno passato, che si è chiuso con flussi netti in entrata per 262,7 miliardi, record annuale. In crescita anche il patrimonio gestito, pari a 2.045 miliardi di dollari a fine mese (contro i 1.651 miliardi fine gennaio 2012), secondo quanto emerge dal consueto report ETF Landscape-Industry Highlights.

Proprio per questo andamento, gli esperti consigliano una maggiore presenza di Etf per diversificare i portafogli degli investitori perchè attualmente, secondo gli ultimi dati, il 39% dei gestori fondi attivi e degli operatori dei fondi pensione europei intervistati ha dichiarato di non avere Etf in portafoglio, mentre il 32% dedica ai replicanti meno di un decimo, il 13% tra il 10 e il 20% e il 3% tra il 20 e il 30% della propria asset al location, e solo l’1% impiega Etf per più del 50% del portafoglio.
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il