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Mutui variabili o fissi Febbraio 2013 e prossimi mesi: le previsioni sui tassi

Mutui ancora alti: attesa per le elezioni. Cosa cambierà?



Restano sempre alti, rispetto alla media europea, i costi dei mutui in Italia, ma secondo recenti sondaggi i prezzi delle case pare stiano iniziando a calare. Anche, però, se i prezzi scendono, a restare alti sono gli spread bancari: oggi, mediamente gli spread si aggirano al 4,05%, nelle migliori offerte al 2,85% (tasso variabile) e 3% (tasso fisso). 

Attualmente l'Euribor a 1 mese è allo 0,12% e quello a 12 mesi è allo 0,6%, si tratta di tassi molto bassi, addirittura più bassi del tasso di riferimento della Bce (0,75%), mentre gli Eurirs risultano più cari in quanto la durata aumenta, per esempio, il tasso a 10 anni è all'1,87%, quello a 20 al 2,39% e quello a 25 al 2,43%. Si tratta dei minimi di tutti i tempi.

Ma a dare la batosta sui mutui sono gli spread applicati dalle banche, oggi ancora per proteggere la propria liquidità, cosa che potrebbe cambiare solo dopo l'esito delle elezioni, eventualmente.

Sono diversi, infatti, gli istituti di credito che prima di ridurre gli spread e, quindi, rendere più competitivi i mutui, attendono l’esito delle prossime elezioni di fine febbraio, per vedere che movimenti subiranno spread tra BTp e Bund e Borse. 

La sorpresa, però, secondo un'indagine di Corriereconomia, potrebbe arrivare nei prossimi mesi quando si potrebbe prevedere un cambio dei parametri di riferimento dei prestiti. L'Euribor, dopo la tempesta che si è scatenata sul Libor, non ha una grande credibilità internazionale ed è ipotizzabile che le banche si sposteranno, magari offrendo spread più convenienti di quelli attuali, sul tasso delle Bce, oggi allo 0,75%.

Novità sono in arrivo anche per i tassi fissi: l'Eurirs potrebbe essere sostituito per una parte dei prestiti dall'emissione di covered bond, come avviene già all'estero.

Ma, come spiega anche Roberto Anedda, vicepresidente di Mutui Online “Anche le banche intenzionate ad aprirsi maggiormente al mercato stanno aspettando di vedere se si formerà un esecutivo in grado davvero di governare e con una credibilità internazionale che porti alla stabilizzazione se non alla discesa dello spread del debito pubblico.

A fronte della prospettiva di un costo del denaro più controllabile, e a una minore rimuneratività dei titoli di Stato, le banche potrebbero diminuire gli spread anche se non ci si può illudere che si possa tornare in breve all'1,5% che prima della crisi era la norma”.

. L'offerta di mutui sia a tasso fisso che variabile a Aprile 2016 si fa molto interessante. Grazie alla discesa mese su mese dei prezzi degli immobili nelle grandi città, ma soprattutto nei piccoli centri, e grazie ai tassi praticamente prossimi allo zero oggi accendere un mutuo è estremamente conveniente. In questa analisi abbiamo analizzato le migliori offerte proposte dai principali istituti.

Fisso o variabile? Questo è l'eterno dilemma... In breve in questa particolare fase storica chi ha la possibilità di aprire un mutuo da estinguere in 10 anni quasi sicuramente la scelta del tasso variabile può essere quella più azzeccata, infatti attualmente i tassi sono molto bassi e le prospettive per i prossimi anni non fanno intravedere una loro risalita e poi grazie alla portabilità è sempre possibile, qualora i tassi aumentino, ricontrattare il mutuo con la stessa banca o con un altro istituto al fine di ottenere una proposto di nuovo vantaggiosa.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il