BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Esodati:scontro per soluzioni e modifica riforma Fornero tra partiti politici in vista elezioni 2013

Esodati: prime lettere e scontri per possibili modifiche. Cosa cambierà?



I partiti promettono soluzione immediata alla questione esodati non appena si conoscerà l’esito delle elezioni politiche 2013, che si terranno i prossimi 24 e 25 febbraio, ma intanto sono diversi ancora i nodi da sciogliere, i problemi attuali e le eventuali proposte.

L’Inps ha inviato nei giorni scorsi a 25mila italiani le prime lettere per salvaguardare gli esodati, cioè quei lavoratori che hanno firmato in passato un accordo per mettersi in mobilità e che rischiavano  di rimanere senza lavoro e senza pensione, per effetto della nuova riforma previdenziale firmata dal ministro del lavoro Fornero, che ha innalzato l'età del pensionamento.

I primi 25mila destinatari della comunicazione sono solo piccola parte della prima platea di 65mila persone salvaguardate e sono lavoratori ripartiti tra le seguenti categorie: autorizzati alla contribuzione volontaria, soggetti a carico dei fondi di solidarietà, lavoratori in mobilità, esonerati dal servizio, in congedo per assistere figli disabili, cessati a seguito di accordi individuali o collettivi di incentivo all'esodo.

Altre 40mila lettere arriveranno nelle prossime settimane. Ma sono diversi gli esodati che stanno protestando perchè l’Inps in molte sedi territoriali non ha ancora effettuato le pratiche necessarie da inviare alla sede di Roma, per far rientrare parte di loro nel cerchio dei salvaguardati, giacchè non hanno ancora ricevuto alcuna comunicazione ufficiale.

Lo scontro tra le forze politiche si gioca ora tutto sulle possibili soluzioni, concrete, da poter introdurre. Secondo il senatore ex Pd e oggi con Monti, Ichino, “non è possibile salvaguardare, mandando in pensione con le vecchie regole gli esodati che raggiungeranno i vecchi requisiti dal 2015 in poi. Queste persone vanno assistite in modo diverso e non con la salvaguardia”.

Secondo Ichino, inoltre “bisogna adottare misure per agevolare e incentivare il reinserimento nel tessuto produttivo dei cinquantenni e sessantenni rimasti senza lavoro”. 

Ma Cesare Damiano attacca: "La proposta di Pietro Ichino è pura
macelleria sociale. È incredibile come Ichino riesca a trovare risorse praticamente
 per ogni tipo di intervento tranne che per aiutare quanti sono stati ingiustamente lasciati senza un lavoro e senza la possibilità di andare in pensione dal pessimo provvedimento del ministro Fornero.

Anziché dire stupidaggini, tipiche di chi non vive sulla propria pelle il dramma di restare senza reddito, dica chiaramente che la riforma delle pensioni, da lui sostenuta e votata, ha fatto solo tanti danni”.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il