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Pensioni invalidità: nel 2013 con vecchie regole, ma poi nuovo Governo dovrà decidere cosa fare

Marcia indietro dell’Inps sulle pensioni di invalidità



Una sentenza della Cassazione ha deciso che per avere diritto agli assegni di invalidità conterà anche il reddito del coniuge non quello indivuduale, ma l'Inps ha deciso di non tagliare i trattamenti, almeno per ora.

Dopo la sentenza della Cassazione, l'Inps ha stabilito che gli assegni pensionistici degli invalidi civili  (circa 275 euro al mese, per chi ha una inabilità del 100%) dovrebbero essere liquidati solo a quei contribuenti il cui reddito familiare non supera i 16.127,30 euro lordi annui e passato questo tetto l'invalido perde il diritto alla prestazione.

Nel calcolo della soglia, secondo le disposizioni dell'ente della previdenza, nel 2013 va inclusa anche la retribuzione del coniuge e non più, come avveniva fino allo scorso anno, solo i redditi del beneficiario diretto dell'assegno.

Ora però l'Inps ha fatto marcia indietro e nel 2013 le pensioni di invalidità verranno liquidate con i vecchi criteri (almeno in via provvisoria) cioè senza tenere conto dei redditi del coniuge.

Il problema nato ultimamente  riguarda esclusivamente le pensioni di inabilità, e non l'assegno ordinario di invalidità, che viene corrisposto a tutti i lavoratori (autonomi e dipendenti) che hanno almeno 260 settimane di carriera alle spalle e che hanno subito un infortunio o una malattia (e una conseguente riduzione della capacità professionale, per almeno un terzo).

La pensione di inabilità, invece, viene corrisposta a tutti i cittadini tra 18 e 65 anni che risultano completamente inabili a svolgere un lavoro, anche se non hanno mai versato un euro di contributi . Nello specifico, si tratta di una piccola indennità in somma fissa che, per gli invalidi totali, ammonta a 275,83 euro al mese.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il