Prestiti e finanziamenti 2013 e rate che non si riescono a pagare.Come fare per ristrutturare debito

Difficoltà a pagare rate prestiti o mutui? La novità per i debitori. Cosa prevede



Se il mercato dei mutui è fermo, quello dei prestiti ha ricominciato a muoversi. Sembra, infatti, tornato il segno positivo per i prestiti personali, che si attestano su un +5%. Ma anche in questo caso, a fronte di una richiesta pari al 10,4% del totale della domanda, i finanziamenti  di questa tipologia concessi sono risultati il 4% dell'erogato complessivo.

Cala, però, l’importo medio dei prestiti personali assegnati: dai 15.579 euro del secondo semestre 2008 ai 10.831 di fine 2012. Questo dato mette, in realtà, in evidenza il timore di molti italiani di non riuscire poi a pagare.

Per chi comunque avesse difficoltà nel rimborsare rate di prestiti o mutui o altro, e non riuscisse più a pagare alle scadenze giuste, può richiedere al giudice la ristrutturazione del debito. Come riportato da Corriereconomia, è stata introdotta al decreto Crescita 2 del gennaio 2012 una specifica procedura per il consumatore, vale a dire ogni persona fisica indebitata per motivi diversi dalla propria attività lavorativa.

Con questa novità, grazie all'assistenza di organismi appositamente istituiti che, però, non ci sono ancora, perché mancano i provvedimenti attuativi, il consumatore predispone un piano di ristrutturazione del debito da sottoporre al giudice.

Sarà poi il giudice chiamato in causa a valutare la fattibilità, in base anche alle garanzie offerte e ad approvare la richiesta senza dover chiedere il parere dei creditori. Sulla decisione del giudice peserà la bontà del piano e delle garanzie offerte (che possono essere beni liquidabili o garanzie personali di terze persone affidabili ma anche la buona condotta dello stesso proponente. Il comportamento corretto, tra l'altro, potrà essere premiato anche con l'esdebitazione, che è l'altra norma inedita introdotta dal legislatore.

Ciò significa che una volta liquidati i beni e valutata positivamente la condotta di chi chiede il piano, il giudice può concedere, in quattro anni, l'azzeramento dei debiti residui.

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di Marianna Quatraro pubblicato il