Ilva: incontro oggi 21 Febbraio 2013 tra sindacati e imprese per cassa integrazione e piano azienda

Nuovo incontro sindacati-Ministero per futuro Ilva: le richieste



“Saranno 24 mesi di lacrime e sangue”: così parla Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, il sindacato dei metalmeccanici della Uil, per descrivere le conseguenze che potranno esserci dopo l’avvio della cassa integrazione all’Ilva di Taranto.

L’Ilva conta circa 11.500 addetti  e di questi, nelle punte massime di cassa integrazione, almeno 6.500 resteranno a casa. La produzione del sito scenderà gradualmente dalle attuali 30mila tonnellate di acciaio al giorno a 10mila, ossia un calo brusco di un terzo, il tutto per permettere che vengano investiti circa 2,5 miliardi di euro, che dovranno servire a bonificare l’azienda e a renderla conforme alle norme ambientali.

Intanto questa mattina, giovedì 21 febbraio, ci sarà un incontro tra sindacati e Ministero del Lavoro e si partirà dalla richiesta di riduzione della cassa integrazione all'Ilva, più che nella durata, nel numero dei lavoratori interessati.

I sindacati vogliono, inoltre, che la cassa integrazione sia accompagnata anche da misure che ne alleggeriscano l'impatto e, oltre a ridurre la cassa, i sindacati oggi chiederanno che ci sia anche il più ampio coinvolgimento possibile dei lavoratori nel risanamento degli impianti previsto dall'Aia.

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di Marcello Tansini pubblicato il