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Ilva Taranto: continuano trattative tra sindacati e azienda per cassa integrazione e piano aziendale

Cassa integrazione e piano risanamento: la situazione all’Ilva



Sindacati e Fiom non approvano il ricorso alla cassa integrazione per più di 6000 operai all’Ilva Taranto, come misura ‘imposta’ dal ministero del Lavoro. Giovedì il ministero ha dato il via libera alla misura di mobilità in deroga, assicurando una copertura finanziaria di 8 milioni di euro.

La cassa in deroga coprirà il periodo gennaio-marzo del 2013 e riguarderà un numero massimo di 1.100 lavoratori. Si tratta, però, di una misura ‘ponte’, per arrivare alla cassa integrazione straordinaria, per i 6400.

Ma il segretario di Taranto, Donato Stefanelli, ha annunciato che Fiom non firmerà, diversamente da Fim e Uilm, il verbale di cassa integrazione in deroga, per 1100 dipendenti dello stabilimento di Taranto, e non intende cambiare idea sulla valutazione negativa già espressa in relazione alla procedura di cassa integrazione prevista per 6400 operai, per 2 anni, a partire dal 3 marzo.

Stefanelli ritiene che sia necessario che “l’azienda presenti ai sindacati un piano industriale le cui finalità, in relazione all’attuazione dell’Aia, siano comprensibili e condivisibili”.

Gli impianti da sottoporre a revisione, in 2 anni, sono: il reparto agglomerazioni, l’acciaieria, le cokerie, cui verrà applicato il sistema di spegnimento del carbone coke, riducendo le emissioni nell’atmosfera. Intanto, il piano di risanamento dei reparti inquinanti dell’Ilva Taranto prevede investimenti per oltre 2 miliardi di euro, e la realizzazione delle opere prescritte dall’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale, approvata ad ottobre scorso.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il