Elezioni 2013: paura per economia reale, Borsa e azioni dopo risultati 2013. Previsioni e scenari

Elezioni, spread e prospettive: il quadro dopo i risultati



Piazza Affari crolla dopo le elezioni: il Ftse Mib cede il 5%. Molti grandi titoli non riescono a fare prezzo a causa dei forti ribassi. I titoli del comparto bancario del Ftse Mib sono le principali vittime.

Unicredit cede l'8,60% a 3,82 euro e Intesa Sanpaolo è sospesa dalle contrattazioni con un calo teorico del 7,82%. In forte calo anche gli altri istituti di credito che sono riusciti a entrare in contrattazione solamente da pochi minuti, mentre lo spread Btp-Bund ripiega leggermente dopo essere schizzato a 340 punti.

Mps segna un calo del 8,71%, Ubi Banca del 6,44% e Banco Popolare del 7,59%. Bpm è sospesa dagli scambi con una flessione teorica del 7,08%, mentre Mediobanca lascia sul terreno il 5,83% e Bper il 5,10%. In rosso anche le piazze del Vecchio Continente: Londra segna -1,47% a 6.262 punti, Francoforte -2,11% a 7.609, Parigi -2,76% a 3.618 e Amsterdam -1,79% a 334,16.

Intanto, lo spread btp-bund si restringe a 334 punti base dopo essersi allargata fino a 348 punti in avvio di seduta. Il tasso sul decennale del Tesoro è al 4,82%.

Secondo un report pubblicato da Barclays oggi, l'Italia è avviata verso una fase di instabilità politica e secondo gli analisti della banca britannica sono tre gli scenari possibili: una grande coalizione, ipotesi migliore che però prevederebbe una immediata modifica della legge elettorale; una coalizione tra centro sinistra e Grillo, che eviterebbe all’Italia la fase di instabilità per nuove elezioni; o nuove elezioni, ipotesi considerata invece la meno conveniente.

Secondo JP Morgan, il risultato delle elezioni che vede la vittoria di una coalizione di centrosinistra e centro alla Camera dei deputati ma un Senato senza maggioranza porta automaticamente ad un aumento di 40 punti dello spread, che toccherebbe quindi almeno quota 320-330.

Secondo Goldman Sachs, infine, un Parlamento in bilico significa un lungo periodo di volatilità dei mercati e anch’essa, come altri, paventa un governo di unità nazionale.

In questo caso, secondo la banca americana, i mercati sarebbero molto nervosi fino a quando si troverà un accordo. Ci sarà una fase di elevata volatilità e gli spread si apriranno ulteriormente. Remota, invece, la prospettiva di nuove elezioni che “non avrebbe senso indire nuove elezioni con l’attuale legge elettorale”.
 

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di Marianna Quatraro pubblicato il