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Azioni banche in forte ribasso dopo elezioni politiche 2013. I motivi

Spread in rialzo e titoli bancari travolti: il quadro nero dopo le elezioni



E’ stato un martedì nero quello di ieri per le Borse, crollate, e lo spread fra btp italiani e bund tedeschi, tornato a quota 345 punti.  Effetti e conseguenze dei risultati elettorali che hanno lasciato un po’ perplessi.

La tempesta di ieri che si abbattuta su Piazza affari ha letteralmente travolto i titoli bancari, con cali che vanno dal 10,47% di Banco Popolare e dal 10,27% di Mediolanum al 9,07% di Intesa Sanpaolo, su cui la Consob ha anche posto il divieto di vendite allo scoperto, avendo superato in giornata il 10% di variazione.

Un provvedimento che ha interessato anche Carige (-7,8%). Scivolano anche Unicredit (-8,46%) e Mediobanca (-8,64%), mentre Bpm ha lasciato sul campo il 5,72%.

La Consob, come accennato, ha vietato le vendite allo scoperto in Borsa sui titoli di Intesa Sanpaolo, provvedimento adottato in applicazione del regolamento Ue sullo 'short selling', considerando la variazione di prezzo registrata dal titolo della banca, superiore alla soglia del 10%.

Il provvedimento riguarda le vendite allo scoperto assistite dalla disponibilità dei titoli e questa decisione estende e rafforza la portata del divieto di vendite allo scoperto nude, già in vigore per tutti i titoli azionari dal primo novembre scorso.

Secondo gli analisti, la volatilità sugli spread e la mancanza di riforme a favore della crescita continuerà a impattare negativamente sulle banche italiane, perchè il rischio derivante da un quadro di ingovernabilità pesa sui titoli bancari per la correlazione con i titoli di Stato che hanno in portafoglio e la situazione di incertezza creatasi rischia di aumentare in prospettiva l'incertezza sullo stato dell'economia, con inevitabili ripercussioni sulle banche.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il