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Pensioni sono da abolire secondo Movimento 5 Stelle come Riforma Fornero. Soluzione alternativa

Abolire pensioni e stipendi pubblici e via libera al reddito di cittadinanza: la ricetta di Grillo



Sì al reddito di cittadinanza, eliminando pensioni e stipendi pubblici: questa la ricetta del leader del Movimento 5 Stelle. Sul suo blog Grillo scrive: ‘Ogni mese lo Stato deve pagare 19 milioni di pensioni e 4 milioni di stipendi pubblici.

Questo peso è insostenibile, è un dato di fatto, è possibile alimentarlo solo con nuove tasse e con nuovo debito pubblico, i cui interessi sono pagati anch'essi dalle tasse. E' una macchina infernale che sta prosciugando le risorse del Paese. Va sostituita con un reddito di cittadinanza’.

Si tratta di una forma di sostegno economico che garantisce i bisogni primari della persona. E’ inteso come un reddito di entità tale da consentire alle persone di vivere in una propria abitazione e rendersi comunque autonomi dalla famiglia dopo la maggiore età. Inoltre, viene pagato a tutti, senza alcun obbligo di attività, per una somma sufficiente a esistere e a partecipare alla vita della società.

Tutti gli altri redditi privati, derivanti soprattutto da redditi da lavoro, sono aggiunti a questo reddito minimo. E rendere più chiara la disparità di trattamenti in Italia, Grillo ha postato inoltre:  ‘Gli italiani non votano a caso, queste elezioni lo hanno ribadito, scelgono chi li rappresenta. In Italia ci sono due blocchi sociali.

Il primo, che chiameremo blocco A, è fatto da milioni di giovani senza un futuro, con un lavoro precario o disoccupati, spesso laureati, che sentono di vivere sotto una cappa, sotto un cielo plumbeo come quello di Venere. Questi ragazzi cercano una via di uscita, vogliono diventare loro stessi istituzioni, rovesciare il tavolo, costruire una Nuova Italia sulle macerie.

A questo blocco appartengono anche gli esclusi, gli esodati, coloro che percepiscono una pensione da fame e i piccoli e medi imprenditori che vivono sotto un regime di polizia fiscale e chiudono e, se presi dalla disperazione, si suicidano.

Il secondo blocco sociale, il blocco B, è costituito da chi vuole mantenere lo status quo, da tutti coloro che hanno attraversato la crisi iniziata dal 2008 più o meno indenni, mantenendo lo stesso potere d'acquisto, da una gran parte di dipendenti statali, da chi ha una pensione superiore ai 5000 euro lordi mensili, dagli evasori, dalla immane cerchia di chi vive di politica attraverso municipalizzate, concessionarie e partecipate dallo Stato’.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il