Elezioni 2013: alleanze possibili Pd, Pdl, Lista Monti e Movimento 5 Stelle. Le novità possibili

Le alleanze migliori per un buon governo: gli scenari



L’idea migliore sarebbe quella di un’alleanza fra Pd, Pdl e Lista Monti, per poter governare. Il Pd vuole il Movimento a 5 Stelle ma Beppe Grillo rifiuta ogni alleanza con Pierluigi Bersani, che definisce ‘Un morto che parla’.

Massimo D'Alema dice: “Mi pare di vedere una certa difficoltà e anche, inevitabilmente, una tendenza a fare tattica. Mi pare anche che questa posizione di Grillo incontri qualche perplessità nel suo stesso mondo. Vedremo...

Voglio essere assolutamente chiaro: c'è qualcosa che non può esser fatto nel modo più assoluto e cioè offrire al Paese l'immagine di partiti che cominciano le trattative per un qualche governissimo. È tale il fastidio verso la politica e i suoi riti che una cosa del genere non potrebbe mai funzionare.

Quando parlo di assunzione di responsabilità mi riferisco alla possibilità che ciascuno, mantenendo la propria autonomia, possa confrontarsi in Parlamento alla luce del sole. Il primo problema è il funzionamento delle istituzioni e ritengo che le forze politiche maggiori debbano essere tutte coinvolte. E che quindi al centrodestra e al Movimento 5 Stelle vadano le presidenze delle due assemblee parlamentari, ovviamente sulla base della proposta di personalità che siano adeguate a ruoli istituzionali di garanzia”.

Niente, dunque, governissimo Pd-Pdl. D’Alema dice: “A questo punto, il sistema politico-democratico è chiamato a una prova cruciale: se è in grado o meno di fare le riforme che tante volte ha annunciato e che sin qui non è stato capace di fare. E il sistema politico-democratico comprende, oggi, anche Grillo che, a mio parere, non può chiamarsi fuori”.

D'altro canto, c'è Silvio Berlusconi che, al contrario di Grillo, si è detto aperto alla possibilità di collaborare con il Pd, per il 'bene del Paese'. Il Cavaliere ha detto: “Nei prossimi giorni dovremmo riflettere sugli scenari politici e sulle proposte per il futuro del Paese. Nessuna forza politica e responsabile può ignorare il valore della governabilità.

Le forze politiche nella loro autonomia e responsabilità devono iniziare a dipanare la matassa della legislatura non ancora iniziata. Non di deve partire dalle alleanze ma dalle cose: riduzione delle spese, della pressione fiscale, dei conti in ordine per restare in Europa a testa alta e delle riforme istituzionali”.

Ma con la verifica dei risultati elettorali da parte delle giunte, l'elezione dei presidenti di Camera e Senato, le consultazioni del presidente della Repubblica, solo alla fine di marzo si saprà quale esecutivo avrà l'Italia e di certo non si preannunciano buone risposte sui mercati.

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di Marianna Quatraro pubblicato il