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Grande Coalizione: PD-PDL o PD-M5S? L'Italia si spacca in due. No a Governo tecnico

Italia divisa: quale la migliore soluzione di governo?



Il Partito Democratico ha portato a casa 8.644.000 voti, ben al di sotto dei 12 milioni circa del 2008 e dei 12 milioni del 2006 presi dall’Ulivo. Pierluigi Bersani ha deciso di aprire il confronto con i grillini per provare a costruire una maggioranza di governo, mirato su alcuni punti condivisi di programma.

Secondo Walter Veltroni, non sarebbe buona nè un’intesa col Pdl nè con il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, meglio affidare a Giorgio Napolitano il compito di decidere, magari assegnando il mandato di formare un governo ad una persona terza, che non sia Bersani.

Intanto Beppe Grillo, che definisce il segretario del Pd un ‘Morto che parla’, in un'intervista alla BBC: “Mi aspetto nuove elezioni entro un anno”. Grillo dice di aspettarsi che le due principali coalizioni, quella di centrosinistra che fa capo a Pier Luigi Bersani e quella di centrodestra che fa capo a Silvio Berlusconi, raggiungano un accordo, con la conseguenza che il Movimento 5 Stelle sarà all'opposizione.

I grillini decideranno caso per caso quali iniziative di legge eventualmente da supportare ma afferma “Ogni tentativo di persuadere il movimento a partecipare a un governo è falso”.

Intanto il leader del Pd, Pierluigi Bersani, ha presentato ieri, ospite a ‘Che tempo che fa’ di Fabio Fazio su Rai Tre, otto punti di un programma definito preciso ed esigibile che presenterà in Parlamento e rivolgendosi a Beppe Grillo dice: “Lo dico a Grillo che gioca a fare l'uomo mascherato: io non apro tavolini e non sto qui a scambiare le sedie.

Ha un movimento che ha un terzo dei parlamentari, decida che vuole fare altrimenti andiamo tutti a casa, anche lui”. E spiega: “Nel M5S, ci sono cose di sinistra e cose che non lo sono affatto. Grillo non vuole che un figlio di immigrati nato qui sia italiano e mi sembra molto tiepido sull'evasione fiscale. Questo non è di sinistra. Con lui ci sono punti di dissenso radicale. Chi vuol stare fuori da euro non sa cosa dice”.

Se l’intesa tra Pd e Movimento 5 Stelle sembra decisamente difficile, più paventata potrebbe essere una larga intesa tra Pd, Pdl e Monti. Del resto, lo stesso Silvio Berlusconi si è detto aperto ad una collaborazione con il Pd.

Tra gli interventi più urgenti per affrontare le emergenze economiche e sociali del Paese, lavoro, investimenti, produzione, a partire dalla spinta agli investimenti, con l'alleggerimento dei vincoli del Patto di stabilità interno per i Comuni virtuosi e magari con la soppressione di quella incomprensibile soglia a 500 milioni per il credito d'imposta per i progetti in partnership pubblico-privata.

In questo quadro di possibilità, un terzo degli italiani appoggia l'idea di una maggioranza formata da Pd e Pdl per alcune riforme essenziali e per andare poi a nuove elezioni, mentre un’altra percentuale preferisce un'alleanza più o meno stabile tra il centrosinistra e il Movimento 5 Stelle.

Il consenso minore è per un governo tecnico. I votanti del centrodestra appoggiano (al 72%) poi la proposta di un esecutivo di unità nazionale che veda il Pd e il Pdl assieme, mentre tra l'elettorato del Pd, una maggioranza (40%) appoggia l'ipotesi di una alleanza tra il centrosinistra e il Movimento 5 Stelle, e una parte (27%) preferirebbe un governo di minoranza formato principalmente dal loro partito.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il