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Situazione Esodati 2013 con nuovo Governo: le posizioni di PD, PDL e M5S

Al governo nuovo il compito di risolvere la questione esodati: le possibilità



Sono state tante le promesse che si sono susseguite durante il periodo di campagna elettorale, tutte volte ad assicurare una soluzione definita all’ingarbugliata situazione degli esodati, cioè per quei lavoratori che rischiano di rimanere senza pensione e senza lavoro a causa dell’entrata in vigore delle nuove norme della riforma pensioni firmata dal ministro Fornero.

A far parte di questa categoria di lavoratori sarebbero circa 300mila persone. La situazione non si è mai prospettata semplice e, a seguito dei due decreti a tutela di una prima platea di 65mila lavoratori e di una seconda, ancora da definire, di altri 55mila, resta l’impasse per chi rimane ancora fuori dalle salvaguardie.

Prima dei risultati elettorali, ogni partito aveva annunciato che una volta conosciuti gli esiti delle votazioni, il nodo degli esodati sarebbe stato il primo da sciogliere ma oggi che la situazione politica è più complessa che mai, anche la soluzione a questo problema rischia di slittare ancora. Fermo restando che toccherà comunque al nuovo governo dare risposte certe.

La riforma Fornero, infatti, ha lasciato in eredità al prossimo esecutivo la patata bollente degli esodati, coloro che hanno firmato con la propria azienda un accordo per mettersi in mobilità e che adesso rischiano di rimanere senza lavoro e senza pensione.

Il governo Monti ha torvato le risorse per tutelare almeno 230mila persone, ma secondo le stime più accreditate la platea di lavoratori da salvaguardare comprende ben più persone.

Il Partito Democratico guidato da Pierluigi Bersani ha sempre detto di voler rendere più flessibili i criteri di accesso alla pensione stabiliti dalla riforma Fornero, che ha eliminato di colpo gli assegni di anzianità e ha fissato tra 62 e 66 anni i requisiti anagrafici per accedere ai trattamenti di vecchiaia (con un ulteriore innalzamento dell'età nei prossimi decenni).

Secondo il Pd, ci vuole più gradualità nel passaggio dal vecchio al nuovo sistema, almeno per quei lavoratori che compongono la vasta platea degli esodati.

Anche il Pdl  è favorevole a cambiare i requisiti di accesso alla pensione e non esclude la possibilità di introdurre dei tagli alle pensioni d'oro o degli elementi di flessibilità nel sistema pensionistico.

Il programma del Movimento 5 Stelle non affronta il tema pensioni, ma si può citare un’iniziativa del movimento dell’estate 2012 che ha lanciato sondaggi online su tetto massimo alle pensioni d’oro, abbassamento a 60 anni dell’età pensionabile, pensione sociale di mille euro per chi ha 60 anni ed è senza reddito.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il