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Pensioni 57-58-59-60 anni:i partiti volevano modificare Riforma Fornero.Adesso dopo elezioni 2013 no

Modifiche riforma Fornero: tutto bloccato dopo elezioni. Cosa aspettarsi?



Sono state diverse le promesse dei partiti sulle modifiche alla riforma previdenziale firmata dal ministro Elsa Fornero prima delle elezioni. Tutti, o quasi, puntavano ad un’uscita graduale del lavoro e alla possibilità anche di lasciare prima il lavoro a 57, 58, 59 anni.

La questione pensioni, insieme a quella esodati, è stato uno dei cavalli di battaglia dei diversi programmi delle forze politiche e Pd, Pdl, Movimento a 5 Stelle e Monti stesso sembravano tutti d’accordo su eventuali modifiche da apportare alla riforma entrata in vigore a inizio 2013.

Il Pdl, per esempio, riteneva che la riforma Fornero della previdenza andasse modificata reintroducendo elementi di flessibilità nell'accesso alla pensione e pensava ad incentivi al part time per i lavoratori anziani e all'introduzione di un tetto alle pensioni d'oro oltre alla revisione dei premi Inail in funzione del rischio reale delle aziende.

Il Pd aveva, invece, previsto una soluzione per tutti gli esodati trovando le risorse tramite il fondo previsto dalla legge di Stabilità, alimentato dai residui che dovrebbero crearsi dallo stanziamento di 9,3 miliardi di euro per i primi 140 mila salvaguardati e da quelli provenienti dal blocco delle rivalutazioni annuali delle pensioni erogate, il cui tetto dovrebbe essere elevato dagli attuali 1.500 euro netti al mese a 3 mila.

Anche Mario Monti aveva proposto modifiche, a partire dall’aumento dell'età pensionabile effettiva al garantire nel tempo l'equilibrio dei sistemi pensionistici pubblici. Ma se prima tutti erano d'accordo sulle modifiche da fare ma ora tutto tace, e anzi diversi esponenti di partito dicono che il sistema pensionistico del ministro Fornero va già bene così. Cosa cambierà, dunque, veramente con la costituzione del nuovo governo?

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il