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Tasse bot, btp, conti correnti e deposito, azioni, obbligazioni 2013 tra tobin tax, ritenute e bollo

Il costo degli investimenti: quanto si guadagna e quanto bisogna pagare



Prodotti finanziari sempre più costosi fra tasse, bolli e nuova tobin tax. Si profila decisamente ‘triste’ il futuro di chi decide di investire il proprio denaro perché qualsiasi strumento di investimento scelga sarà sottoposto a diversi costi.

Si parte dai soliti bolli e dalle solite tasse che, però, quest’anno hanno visto lievitare i loro costi, per arrivare alla neo nata Tobin Tax, la nuova tassa in vigore dal primo marzo che colpisce tutte le transazioni sui mercati valutari per stabilizzarli penalizzando le speculazioni valutarie a breve termine.

Questa tassa viene applicata alle banche dei Paesi membri dell’Ue e su tutti gli strumenti finanziari, da obbligazioni ad azioni, bot, btp, titoli di Stato. Sono esclusi dalla tassazione i market makers, gli istituti previdenziali, gli scambi avvenuti per operazioni di successione o donazione, i derivati per i rischi cambio, tassi o su materie prime e gli strumenti delle società con capitalizzazione fino ai 500 milioni di euro.

La Tobin Tax si pagherà in misura fissa determinata con riferimento alla tipologia di strumento e al valore del contratto: l'aliquota dell'imposta sulle transazioni finanziarie che sarà applicata sulle transazioni di Borsa in azioni e strumenti finanziari partecipativi sarà pari allo 0,12% nel 2013 e allo 0,1% nel 2014.

Nel caso di azioni negoziate in mercati non regolamentati (over the counter), l'aliquota da marzo a dicembre 2013 sarà dello 0,22% e dello 0,2% dal 2014. A partire da luglio, poi, la tassa si applicherà anche sui derivati su azioni, con la previsione di un costo fisso, ma crescente all’aumentare del valore sottostante del titolo e sulla base della sua maggiore o minore qualità speculativa.

Colpite dalla nuova tassa anche le transazioni high frequency, cioè quelle ad alta frequenza (almeno una ogni mezzo secondo), che avvengono in modalità elettronica.  Tra bollo e ritenute risulta poi più pesante il peso fiscale sulle piccole somme e sui prodotti più semplici.

Su 3mila euro di titoli di Stato, per esempio, la pressione fiscale può arrivare al 50% delle cedole, portando il rendimento netto al di sotto del tasso d'inflazione: 1,49% di guadagni effettivi contro l'1,9% di costo della vita misurato dall'Istat a febbraio, mentre sulle obbligazioni societarie, di solito offerte dal sistema bancario ai piccoli risparmiatori, si arriva quasi al 60% di pressione fiscale. Su un investimento-tipo di 10mila euro, invece, con un rendimento lordo del 3%, ora il fisco si prende mediamente il 30% dei profitti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il