BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Esodati: nessuna soluzione ma anche rischio ritardi senza nuovo Governo tecnico stabile

Quale soluzioni per gli esodati? Si attendono ancora risposte



Esodati come pensionandi Quota 96 caduti nel dimenticatoio della politica.  Sembra, infatti, che tutte le questioni che aspettavano di trovare soluzione all’indomani dei risultati delle elezioni, saranno rimandate ancora, con il rischio di far sempre troppo tardi e continuare a lasciare in bilico milioni di lavoratori.

Per quanto riguarda la questione al momento non sembra proflarsi all’orizzonte una soluzione concreta per i 300mila individuati in più rispetto alla platea di lavoratori già salvaguardati.

Si tratta cioè dei primi 65mila, che hanno e stanno ricevendo proprio in questo periodo le lettere dall’Inps per la propria pensione; e degli altri 55mila individuati per cui mancano però ancora le linee guida di definizione. La situazione politica attuale certo non contribuirà ad una velocizzazione dei tempi, tutt’altro.

Anche la paventata ipotesi di formazione di un nuovo governo tecnico, che si pensa possa finalmente definire soluzioni reali e concrete, potrebbe rallentare ancora la risoluzione della questione in quanto nei punti programmatici di un governo tecnico non ci sarebbe spazio per esodati.

Le attuali leggi salvaguardano 130 mila persone, una cifra irrisoria rispetto alle richieste ricevute in questo primo anno. Solo una parte dei 65mila salvaguardati stanno ricevendo la tanto attesa comunicazione che sancisce il loro diritto alla pensione e si tratta dei lavoratori collocati in mobilità ordinaria sulla base di accordi sindacali stipulati anteriormente al 4 dicembre 2011, cessati dall’attività lavorativa entro il 4 dicembre 2011, che perfezionano i requisiti per il pensionamento, secondo le disposizioni vigenti prima del 6 dicembre 2011, entro il periodo di fruizione della mobilità; lavoratori collocati in mobilità lunga per effetto di accordi collettivi stipulati entro il 4 dicembre 2011, cessati dall’attività lavorativa entro il 4 dicembre 2011; titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà di settore alla data del 4 dicembre 2011; e lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione antecedentemente alla data del 4 dicembre 2011, che non abbiano ripreso attività lavorativa successivamente a detta autorizzazione, in possesso di almeno un contributo volontario accreditato o accreditabile alla data del 6 dicembre 2011, che perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico entro il 6 dicembre 2013, secondo le disposizioni vigenti prima del 6 dicembre 2011.

Dovranno invece attendere ancora i titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà di settore da data successiva al 4 dicembre 2011 sulla base di accordi collettivi stipulati entro il 4 dicembre 2011.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il