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Sicilia: abolizione province ufficiale. I vantaggi e i possibili problemi

Approvato ddl sull’abolizione delle Province in Sicilia: cosa cambia



Rosario Crocetta ha dato il via all'abolizione delle Province siciliane: il ddl approvato dal governo regionale prevede che parte della spesa risparmiata grazie a questa riforma finanzi un reddito di solidarietà pari a mille euro per le famiglie meno abbienti, una sorta di reddito di cittadinanza.

Due temi che stanno a cuore al Movimento 5 Stelle e che il governatore ha deciso di portare avanti con forza. Il Ddl d’iniziativa governativa prevede che i Comuni rientranti in territori limitrofi e in cui ci abbiano la residenza almeno 150 mila abitanti possano consorziarsi e prendere il posto delle vecchie Province.

Il ddl approvato in giunta prevede, inoltre, che una parte dei risparmi ottenuti con la riforma vada utilizzata per finanziare il reddito minimo di solidarietà, per una spesa di circa 130 milioni di euro, 12 milioni derivanti dal taglio del costo delle indennità per presidenti, assessori e consiglieri.

Crocetta ha precisato che i dipendenti delle Province saranno assorbiti dai Comuni e dalla Regione e che spariranno gli Istituti autonomi case popolari. Giorgio Ciaccio, segretario della Commissione bilancio, affiliato al Movimento grillino, dice: “Rappresentiamo tutti, chi ci ha eletto e chi no.

Non mi interessa chi presenta una proposta, mi interessa il contenuto e il modo in cui viene attuata. Stiamo costruendo un dipartimento che passi al setaccio le entrate e separi quelle certe da quelle presunte o fasulle.

La cancellazione delle province frutterà 130 milioni che andranno confluiti presso un fondo costituito ad hoc e destinato ad un reddito minimo di solidarietà per le famiglie”.

La legge che sopprime le Province Regionali ripristina i Liberi Consorzi di Comuni quali unici enti intermedi previsti dallo statuto siciliano. I futuri Liberi Consorzi di Comuni assorbiranno le competenze delle soppresse autorità d’ambito per la gestione integrata delle risorse idriche e dei rifiuti e quelle degli attuali Istituti Case Popolari.

I Liberi Consorzi di Comuni, aventi una natura consortile, saranno governati da organi di secondo grado, cioè da organi eletti non più direttamente dai cittadini ma dai Comuni consorziati.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il