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Esodati: nuovo decreto Fornero per 10mila. Chi sono che avranno diritto alla pensione

Decreti esodati: gli ultimi 10mila salvaguardati e tutele



Lo scorso mese di febbraio l’Inps ha iniziato a mandare le prime lettere di salvaguardia per i primi 65mila esodati tutelati ma prima che fosse pubblicato il decreto con la salvaguardia di questa prima platea di esodati è trascorso un bel po’ di tempo, cui si è aggiunto poi il tempo, decisamente lungo, di pubblicazione del secondo decreto che comprende gli atri 55mila esodati da tutelare, il tutto in un iter burocratico che si è rivelato sempre più complesso, lungo e lento.

Ora è pronto ad arrivare il terzo decreto che riguarda gli ultimi 10 mila. Il terzo decreto, relativo all'ampliamento operato con la manovra di stabilità, doveva essere adottato entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge stessa, cioè entro 60 giorni dal primo gennaio 2013.

Ma ancora una volta il governo ha fatto ritardo. L'ultima platea di 10.130 persone è costituita da lavoratori che in passato hanno firmato un  accordo con la propria azienda per mettersi in mobilità e che rischiavano di rimanere senza un impiego e senza il diritto alla  pensione, per effetto delle nuove norme previdenziali, che hanno allungato l'età del pensionamento.

I 10mila lavoratori tutelati dalla Fornero sono quelli già salvaguardati con l'approvazione dell' ultima Legge di Stabilità. Il provvedimento firmato dal ministro è infatti  solo un decreto attuativo, che fissa nel dettaglio i criteri per accedere alle salvaguardie.

Potranno così andare in pensione con le vecchie regole tutti quei dipendenti che hanno firmato un accordo per mettersi in mobilità entro il 31 dicembre del 2011, anche se hanno continuato a lavorare fino al 30 settembre del 2012; i lavoratori  che hanno siglato  un'intesa a livello territoriale, senza la regia o il beneplacito del  governo di Roma; e gli ex lavoratori che, sempre entro il 31 dicembre del 2011, avevano ricevuto l'autorizzazione al versamento volontario dei contributi necessari a  maturare la pensione.

Il requisito richiesto è che tutti i salvaguardati maturino il diritto al pensionamento prima della fine del periodo di mobilità e, in ogni caso, non oltre il 31 dicembre 2014.

Intanto, proprio qualche giorno fa l’Inps stesso ha comunicato che il planfond di 1.600 posti previsti dalla spending review sono esauriti “con la decorrenza primo aprile 2013”.

Posti esauriti, dunque, per la tutela dei lavoratori con diritto di accesso ai fondi di solidarietà di settore presunto da intese sottoscritte entro il 4 dicembre 2011.

L’Inps ha anche annunciato il via ad un monitoraggio per verificare l’effettiva disponibilità dei posti, considerando che un lavoratore, in via ipotetica, può aver perso il diritto alla tutela per re-impiego o magari per decesso.
 
Autore:

Marianna Quatraro 

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Autore: Marianna Quatraro
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