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Pensione anticipata: chi può uscire con Riforma Fornero e vecchie regole

Chi può andare in pensione prima nonostante novità riforma Fornero



Con la nuova riforma Fornero, entrata in vigore da gennaio 2013, e sono cambiate le modalità per poter lasciare il lavoro, soprattutto a causa dell’innalzamento dell’età pensionabile per tutti.

Ma c’è anche la possibilità di lasciare prima il lavoro per qualcuno, nonostante le novità introdotte dalla riforma Fornero. Possono, per esempio, accedere alla pensione di vecchiaia i cosiddetti ‘15enni’, cioè coloro che hanno i requisiti contributivi di 15 anni previsti dalla riforma Amato del 1992.

In particolare, si tratta di circa 65 mila persone, che hanno trascorso una vita lavorativa in modo discontinuo, come ad esempio servizi domestici e familiari, attività agricole o di spettacolo.

Queste categorie di lavoratori rischiavano di essere inclusi nei cosiddetti dei contributi silenti, a causa dell’elevazione della contribuzione minima a 20 anni introdotta dalla nuova Riforma Fornero, ma ora possono invece accedere alla pensione di vecchiaia una volta raggiunto il necessario requisito anagrafico. Tra i salvaguardati anche gli iscritti alla gestione che fu Inpdap.

Ma si può andare in pensione prima dei 60 anni a patto di ricevere un assegno meno sostanzioso. Per la pensione anticipata e per età inferiore ad anni 62, sulla quota del trattamento pensionistico relativa alle anzianità contributive maturate prima del primo gennaio 2012  si applica, infatti, una riduzione percentuale pari a 1 punto percentuale per ogni anno di anticipo nell’accesso al pensionamento rispetto all’età di 62 anni; tale percentuale annua è elevata a 2 punti per ogni anno ulteriore di anticipo rispetto a due anni, cioè rispetto ai 60 anni di età.

Chi, dunque, vuole andare in pensione prima dei 62 anni, chiedendo la pensione anticipata sarà soggetto a una riduzione percentuale per ogni anno di anticipo rispetto all'età massima. La riduzione si applica sulla quota di pensione derivante solo dal sistema retributivo e non contributivo.

Nel prossimo quinquennio, però, è previsto un regime transitorio, che permette di avere il trattamento anticipato senza penalizzazioni.

Chi matura i requisiti di 41 anni e mezzo o di 42 anni e mezzo entro il 2017, infatti, riceverà l'assegno pieno e non subirà alcun taglio. In questo caso, però, nel conteggio dell'anzianità sono inclusi soltanto i periodi di lavoro effettivo, oltre a quelli di maternità, i periodi di cassa integrazione ordinaria e il servizio militare, se riscattato.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il