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Esodati: nei punti nuovo Governo Pd si cerca soluzione per pensione con modifica Riforma Fornero

Quali soluzioni per gli esodati: a lavoro le forze politiche



Prima delle elezioni, tutti i partiti in corsa, da Pd a Pdl, Lista Monti, Movimento 5 Stelle, avevano promesso, e assicurato, una volta conosciuti i risultati, una soluzione definitiva alla tanto controversa questione esodati.

Nelle ultime settimane si sono susseguiti messaggi da parte dell’Insp, che prima annunciavano l’invio delle lettere per i primi 65mila salvaguardati partite, poi l’arrivo di un terzo decreto per gli ultimi 10mila esodati individuati dalla Fornero, nonché quello dell’esaurimento di posti a disposizione per l’erogazione delle tutele previste.

Ma il mondo della politica sembra ancora tacere, nonostante si voglia risolvere questa questione il prima possibile, soprattutto per mettere al sicuro quanti ancora rischiano di rimanere senza lavoro e senza pensione.

Il leader del Pd, Pierluigi Bersani, si è detto sin da subito impegnato in questo senso e infatti il problema degli esodati rientra nel suo programma di 8 punti programmatici illustrato qualche giorno fa.

Correzione delle politiche europee di stabilità, riforme urgenti sul fronte sociale e del lavoro, sobrietà della politica, legge anticorruzione, sul conflitto d’interessi e sull’incandidabilità, sviluppo sostenibile e riconoscimento dei nuovi diritti: queste le urgenze di Italia da affrontare, secondo Bersani.

Ora, intanto, è in arrivo il nuovo decreto esodati del ministro del lavoro, Elsa Fornero. Saranno salvaguardati dagli effetti delle riforma della pensione circa 10.130 lavoratori che potranno andare a riposto con le vecchie regole di pensionamento.

Il provvedimento, adottato d’intesa con il ministro dell’economia, è stato inviato alla Camera dei Deputati e al Senato per l’esame da parte delle competenti commissioni parlamentari. 

Gli ulteriori 10.130mila lavoratori esodati interessati dalla salvaguardia sono i lavoratori che hanno cessato il rapporto di lavoro entro il 30 settembre 2012 e collocati in mobilità ordinaria o in deroga a seguito di accordi governativi o non governativi, stipulati entro il 31 dicembre 2011; i lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione entro il 4 dicembre 2011, con almeno un contributo volontario accreditato o accreditabile alla data di entrata in vigore del decreto salva Italia; e i lavoratori che hanno risolto il rapporto di lavoro entro il 30 giugno 2012, in ragione di accordi collettivi di incentivo all’esodo stipulati dalle organizzazioni sindacali entro il 31 dicembre 2011.

Resta ora da definire il numero esatto di coloro che rientrano nella platea dei cosiddetti esodati e che, secondo la Cgil, ammonterebbero a circa 30mila persone, e cercar anche per loro soluzioni definitive.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il