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Pensioni anticipate 2013: requisiti e valore assegno con novità Riforma Fornero

In pensione prima ma con assegno più basso: le novità



Nonostante le nuove regole della Riforma Fornero andare in pensione prima si può ma accettando di ricevere un assegno meno sostanzioso. A risposo con 42 anni e 5 mesi di servizio (per gli uomini) o con 41 anni e 5 mesi (per le donne): sono questi i nuovi requisiti previsti per ottenere la pensione anticipata, cioè il nuovo assegno dell'Inps che ha preso il posto dei vecchi trattamenti di anzianità, dopo l'entrata in vigore dell'ultima riforma Fornero.

Ma per la pensione anticipata e per età inferiore ad anni 62, sulla quota del trattamento pensionistico relativa alle anzianità contributive maturate prima del primo gennaio 2012  si applica una riduzione percentuale pari a 1 punto percentuale per ogni anno di anticipo nell’accesso al pensionamento rispetto all’età di 62 anni; tale percentuale annua è elevata a 2 punti per ogni anno ulteriore di anticipo rispetto a due anni, cioè rispetto ai 60 anni di età.

Chi, dunque, vuole andare in pensione prima dei 62 anni, chiedendo la pensione anticipata sarà soggetto a una riduzione percentuale per ogni anno di anticipo rispetto all'età massima.

La riduzione si applica sulla quota di pensione derivante solo dal sistema retributivo e non contributivo. Anche le lavoratrici donne, fino al 2015, possono lasciare il lavoro prima a 57 anni di età, con 35 anni di contributi versati, se accettano però di ricevere un assegno più basso.

In particolare, le donne che vogliono andare in pensione presto (57 anni all'anagrafe e 35 di carriera) possono ancora farlo ma devono farlo accettando di ricevere un assegno che viene calcolato interamente con il metodo contributivo, cioè in proporzione contributi versati nel corso di tutta la carriera e non, come avveniva fino alla l'anno scorso, con il più vantaggioso sistema retributivo (cioè sulla base della media degli ultimi stipendi percepiti prima di mettersi a riposo).

Chi, dunque, accetta il sistema contributivo al posto di quello retributivo subisce un taglio della pensione che può arrivare anche al 50% dell'ultimo stipendio.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il