Pensioni 2013: calcolo con nuovi coefficienti appena aggiornati dall'inps con novità Riforma Fornero

Al via i nuovi coefficienti per il calcolo della pensione



L’Inps ha aggiornato le procedure informatiche per il calcolo delle pensioni, sulla base dei nuovi coefficienti Istat di rivalutazione delle retribuzioni e dei redditi pensionabili.

I nuovi coefficienti si riferiscono sia alla quota di pensione relativa alle anzianità maturate fino al 31 dicembre 1992 sia alla quota di pensione relativa alle anzianità maturate dal primo gennaio 1993 al 31 dicembre 2011.

Il nuovo calcolo consiste nella ricerca della retribuzione da considerare per il calcolo, non più basata sulla media degli ultimi cinque anni, come avveniva fino al 31 dicembre 1992, ma sul calcolo riferito agli ultimi dieci anni di attività, come stabilito dalla riforma Amato del 1993.

Il criterio di calcolo, in vigore a partire dal primo gennaio 1993, è determinato dalla somma di due quote distinte: la quota (A) corrispondente all'importo relativo all'anzianità contributiva maturata sino a tutto il 31-12-1992 e la quota (B) corrispondente all'importo del trattamento relativo all'anzianità acquisita dopo il 1-1-1993.

Questa suddivisione su due quote, ha reso necessario l'utilizzo di due diversi tipi di coefficienti Istat di aggiornamento: il primo (secondo le vecchie regole), legato alla variazione della scala mobile del settore industria; il secondo più favorevole (secondo le nuove regole), ancorato invece alla variazione dei prezzi al consumo per le famiglie di impiegati e operai.

Il calcolo della rendita tiene conto però anche di un’ulteriore quota (C) per le pensioni con decorrenza dal 2012, riferita all'anzianità acquisita successivamente al 31 dicembre 2011, in virtù della riforma Monti-Fornero, che ha previsto l’introduzione del criterio di calcolo contributivo per tutti, comprendendo di fatto anche coloro che potevano contare su 18 anni di versamenti al 31 dicembre 1995 e che finora avevano beneficiato esclusivamente del più sistema retributivo.

Le pensioni calcolate sui nuovi coefficienti di trasformazione e su una speranza di vita maggiore, riducono l’importo della pensione per  chi andrà in pensione prima dei 65 anni, mentre avranno una pensione più alta coloro che lasceranno il lavoro tra i 65 anni e i 70 anni.

I nuovi coefficienti hanno validità per il triennio dal 2013 al 2015. Ulteriori nuovi coefficienti scatteranno nel 2016 e dal  2019, anno in cui tutti dovranno andare in pensione a 67 anni, gli  aggiornamenti avranno una cadenza biennale, in base all’aggancio dell’età e all’aspettativa di vita.

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di Marianna Quatraro pubblicato il