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Pensioni scuola sempre più difficili per quota 96, riforma Fornero e non solo

In pensione sempre più tardi nel mondo della scuola e calano posti disponibili



Le nuove norme previdenziali previste dalla riforma Fornero entrata in vigore dal primo gennaio 2013 ha modificato i requisiti per poter andare in pensione e tutto sembra essersi bloccato per gli appartenenti alla cosiddetta Quota 96: infatti, i pensionamenti nel mondo della scuola si sono ridotti di almeno il 30% con punte del 50% per alcune province.

L'effetto di questi ritardi nei pensionamenti sarà un parallelo e drastico calo dei posti disponibili per le supplenze e per le immissioni in ruolo. Intanto i pensionandi della scuola Quota 96 potrebbero avere una risposta definitiva giovedì 21 marzo, giorno in cui sarà presa una decisione definitiva da parte della Corte dei Conti interpellata dal Consiglio di Stato.

I docenti che hanno raggiunto i requisiti di pensionamento ma sono rimasti al lavoro potrebbero uscire in base alle vecchie regole raggiungendo appunto Quota 96, somma tra età anagrafica e contributiva partendo da un minimo di 60 anni di età e 35 di contribuzione; o uomini e donne che al 3 dicembre 2011 avevano raggiunto 40 anni di contribuzione a prescindere dall’età anagrafica; il personale della scuola che raggiunge i requisiti con la normativa prevista dalla Legge Fornero e uomini e donne, che raggiungono l’età anagrafica di anni 66 e mesi 3 entro il 31 agosto 2013, saranno collocate in pensione d’ufficio per vecchiaia.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il