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Crisi Cipro e prelievo forzoso conti correnti: spread btp-bund in rialzo. Interviene Ue

Prelievo forzoso conti Cipro e timori dei cittadini: la situazione



La situazione di Cipro spaventa l’Europa e affossa i mercati: l'accordo Ue per salvare Cipro si è rivelato un fallimento, tanto che l'Eurozona è costretta a ridiscuterlo in tutta fretta e che il governo di Nicosia ha dovuto chiudere le banche fino a giovedì per evitare che i correntisti potessero portar via tutti i loro soldi.

 E’ necessario ora correre ai ripari per ridefinire la tassa sui depositi, salvando quelli più bassi. Secondo l'Eurogruppo i piccoli depositi devono essere trattati diversamente dai grandi depositi e devono comunque essere garantire quelli sotto i 100mila euro.

Le autorità cipriote introdurranno una maggiore progressività nella tassa una tantum e per pesare di meno sui piccoli risparmiatori, Cipro potrà decidere come ridistribuire l' una tantum. L'importante, chiede l'Eurogruppo, è che resti invariato l'introito previsto di 5,8 miliardi di euro.

L'ipotesi è tassare del 15% i conti sopra i 500mila euro, per la maggior parte intestati a cittadini russi. E ci si affretta a tranquillizzare tutti i cittadini europei che temono per i propri risparmi, perchè se passasse il principio che si può prelevare dai conti correnti per salvare un Paese, nessuno sarebbe più al riparo.

Ma l'Italia “è al sicuro” ha assicurato il presidente Consob Giuseppe Vegas. Anche le banche italiane rassicurano sull'assenza di un pericolo contagio per le banche italiane. In una nota, l'Abi ricorda come gli istituti di credito “hanno una posizione di grande solidità e dai dati della Bri risultano esposte verso Cipro in misura minima, sotto un miliardo di euro. Di qui la massima serenità nell'escludere il rischio contagio”.

Secondo gli analisti di Morgan Stanley e Goldman Sachs, sdoganato il provvedimento per Nicosia una sorte analoga potrebbe toccare anche a Grecia e Spagna. E anche Moody's avverte sulle possibili implicazioni negative del prelievo forzoso.

Per l'agenzia di rating si è intensificato il rischio di una fuga di capitali e ci potrebbero essere implicazioni negative sui rating degli istituti di credito europei.

Sul mercato obbligazionario, invece, il contagio sarà minore, precisa Moody's, considerando che è stato evitato il pericolo di una ristrutturazione del debito come avvenuto per la Grecia.

Secondo poi Michael Hewson e Tim Waterer, analisti di Cmc Markets, il prelievo forzato dai depositi bancari del Paese ha creato un precedente con cui fare i conti spaventando gli investitori. “Se l'intenzione dei leader Ue era quella di minare le basi della fiducia riposta dai risparmiatori nelle banche ci sono pienamente riusciti”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il