BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pagamenti Stato ad aziende: Ue pronta a deroga. Nuovo decreto per investimenti pubblici pronto

Nuova apertura Ue a Italia su pagamenti alle imprese: il nuovo decreto



Nuovo piano dell’Unione europea per la liquidazione dei debiti pregressi della Pubblica amministrazione fuori dai vincoli stringenti su deficit e debito pubblico.

Dopo l'allarme liquidità lanciato dalle imprese e dopo quello del governo italiano nel vertice Ue della scorsa settimana, Bruxelles è pronta a nuovi impegni, mentre il governo italiano è pronto a sfruttare i margini di flessibilità già presenti nel Patto di stabilità per individuare nuove risorse da destinare sia agli investimenti produttivi, per circa 7,5 miliardi, sia ai pagamenti della Pa.

E' la prima volta che l'esecutivo europeo indica chiaramente che i pagamenti ritardati alle imprese possono essere ‘scontati’ ai fini della vigilanza europea sui conti pubblici.

I commissari Ue agli affari economici Olli Rehn e all'industria Antonio Tajani, hanno detto che “La liquidazione di debiti commerciali da parte dello Stato a favore delle imprese potrebbe rientrare tra i fattori attenuanti nel momento in cui sarà valutata la conformità del bilancio pubblico italiano con i criteri di deficit e debito del patto di stabilità".

E il premier Monti ha risposto: “Lavoreremo con i servizi della Commissione europea per identificare le soluzioni tecniche per avviare la liquidazione del debito con le pubbliche amministrazioni nel più breve tempo possibile”. 

“La Commissione europea si attende che l'Italia appronti un piano di smaltimento dei debiti pregressi della Pubblica amministrazione verso le imprese su una durata di due anni, piano al quale riconoscerebbe fattori mitiganti nella valutazione di osservanza dele regole Ue di bilancio”, ha detto il vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani.

“Noi sollecitiamo un piano in tempi brevi la forma poi è prerogativa del Paese. Ma ricordiamoci che parliamo della terza economia dell'area euro e intervenire rapidamente sarebbe importante, per ridare fiato alle imprese, evitare fallimenti e far ripartire l'economia”.

 Ed è pronta la prima bozza del decreto legge per accelerare gli investimenti pubblici sostenuti dal cofinanziamento nazionale dei fondi strutturali Ue per liberare dai vincoli del patto di stabilità interno i 12 miliardi di cofinanziamenti nazionali ancora da spendere da qui all'ottobre 2015.

Sono 2,6 miliardi nel 2013, 4,6 miliardi nel 2014, 5,1 miliardi nel 2015: è il 39,7% dei 31 miliardi di investimenti complessivamente finanziati dai fondi strutturali Ue che restano da fare nei prossimi trenta mesi all'interno della programmazione 2007-2013.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il