Prelievo conti correnti forzoso: ci sono rischi in Italia come a Cipro?

Situazione Cipro e rischi Italia: cittadini italiani al sicuro



La mossa del prelievo forzoso sui conti correnti ciprioti ha messo in allarme l’eurozona. Le autorità hanno dichiarato che per raggiungere i 10 miliardi di euro di aiuti europei saranno costrette ad imporre una tassa su tutti i depositi bancari e questo provvedimento ha fatto diffondere il panico in tutta Europa, o meglio in quegli stati più vicini alla situazione cipriota dal punto di vista dell’integrità economica, diventando un pericoloso precedente, perché imporre una tassazione sui depositi bancari rompe un vero e proprio tabù e cioè mettere le mani direttamente nelle tasche dei cittadini per salvare le banche.

E ci si chiede se in una simile situazione l’Italia corra qualche rischio. In realtà, rischi non dovrebbero essercene. Secondo gli esperti, infatti, i cittadini italiani possono stare tranquilli: non sussistono, infatti, le condizioni perché si crei una situazione del genere nel nostro paese.

La realtà cipriota è molto differente da quella italiana: l’isola di Nicosia ha una esposizione eccezionale, gli asset delle banche sono enormi rispetto all’economia del paese, basti pensare che corrispondono a 7 volte il Pil. In Italia, invece, i depositi bancari attivi sono solamente 2,7 volte il Pil, inoltre Cipro rappresenta solo lo 0,2% del Pil dell’intera zona euro.

Rassicura anche il presidente Consob Giuseppe Vegas, dopo i timori scatenati dal prelievo forzoso su conti correnti a Cipro, ribadendo che l'Italia “è al sicuro” e le banche italiane rassicurano sull'assenza di un pericolo contagio per le banche italiane, tanto che in una nota l'Abi ricorda come gli istituti di credito “hanno una posizione di grande solidità e dai dati della Bri risultano esposte verso Cipro in misura minima, sotto un miliardo di euro. Di qui la massima serenità nell'escludere il rischio contagio”.
 

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di Marianna Quatraro pubblicato il