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Prelievi conti correnti forzosi: l'Italia a rischio dopo Cipro secondo la Russia

Tracollo Cipro e rischi per l’Italia: la situazione



Mentre gli esperti rassicurano gli perché non esistono nel nostro Paese situazioni tali da dar vita ad un prelievo forzoso sui conti correnti, il presidente Consob Giuseppe Vegas ribadisce che l'Italia “è al sicuro”, e l'Abi ha ben spiegato come gli istituti di credito “hanno una posizione di grande solidità e dai dati della Bri risultano esposte verso Cipro in misura minima, sotto un miliardo di euro.

Di qui la massima serenità nell'escludere il rischio contagio”, una nuova minaccia sui conti correnti degli italiani arriva direttamente dal premier Russo Medvedev. “Se si può fare a Cipro, perché non si può fare anche in Spagna, Italia o in alti Paesi con problemi finanziari?”.

Queste parole arrivano direttamente da Mosca, dopo quanto già detto dal direttore della  Commerzbank Jörg Kramer, che auspicava un abbattimento del debito pubblico italiano attraverso prelievo forzoso.

La situazione nell’isola ad est del mediterraneo sta seriamente mettendo in discussione l’asse russo-europeo e l’ex presidente russo ha spiegato che la crisi del sistema bancario cipriota può indurre Mosca a valutare una diminuzione della quota in euro delle sue riserve monetarie. 

Mosca detiene oggi tra il 41% e il 42% di riserve in euro. “Mi piacerebbe rimanere ottimista, ma devo dire che la crisi cipriota fa riflettere” ha detto.

Intanto, l'Eurogruppo ha chiesto a Nicosia di avanzare formalmente una nuova proposta e i leader politici ciprioti pensano ad un piano che, accantonata ogni forma di prelievo forzato sui depositi bancari nell'isola, preveda la creazione di un fondo a garanzia di emissione di nuovo debito da sommare agli aiuti internazionali.

E in questo quadro, l'agenzia di rating Standard & Poor's ha declassato il debito pubblico di Cipro a CCC da CCC+. Con outlook negativo. Standard & Poor's vede “acuti problemi del sistema bancario cipriota e un rischio di default bancario disordinato”.

Tornando all’Italia, nonostante venga allontana la possibilità di applicare anche nel nostro Paese un prelievo forzoso sui conti correnti, bisogna comunque ricordare che in passato, all’epoca del governo Amati questa soluzione venne già applicata.

Era il 1992 e il governo di allora approvò un decreto legge che acconsentiva al prelievo forzoso del 6 per mille, da versare entro il settembre di quello stesso anno. Il tracollo finanziario dell'Italia era vicino e Giuliano Amato giustificò la manovra con una situazione di drammatica emergenza della finanza pubblica che il Paese stava vivendo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il