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Controllo Conti correnti 2013: come, quando e cosa sarà monitorato contro evasione fiscale

Al via il controllo sui conti correnti: come funzionerà e cosa controllerà



Conti correnti, carte di credito, btp, bot, azioni, obbligazioni: questi tutti i movimenti e tutti gli investimenti che saranno tenuti sotto controllo dal momento in cui entrerà in vigore l’Anagrafe Tributaria.

Gli adempimenti stabiliti dal decreto attuativo dell’anagrafe tributaria saranno operativi a cominciare dal 31 ottobre 2013 per i dati riguardanti il 2011. Al via, dunque, i controlli su ogni movimento che ogni correntista farà.

In vigore, dunque, l'obbligo da parte degli istituti di credito di comunicare tutti i movimenti dei contribuenti all'Anagrafe Tributaria, compresi gli addebiti e gli accrediti, l'accesso alle cassette di sicurezza e la gestione delle carte di credito.

Entro il 31 ottobre 2013, e non più entro il mese di aprile, quindi, sarà necessario comunicare le informazioni riguardanti le varie tipologie di rapporti attivi nel 2011.

Lo scorso 7 marzo si è tenuto, infatti, un incontro delle principali associazioni di categoria delle banche e degli altri operatori finanziari con l‘agenzia delle Entrate, nel corso del quale è stato raggiunto l’accordo sul nuovo calendario per l’invio delle comunicazioni annuali: quelle concernenti il 2012, perciò, dovranno essere inviate entro il 31 marzo 2014, mentre a regime i dati degli anni successivi dovranno essere trasmessi entro il 20 aprile (per i dati relativi al 2013 la scadenza è il 20 aprile 2014).

Oltre ai conti correnti, finiranno nel mirino dei controlli i conti deposito titoli, le gestioni patrimoniali, i rapporti fiduciari (legge 1966/39), le carte di credito/debito, le operazioni extra-conto, le cassette di sicurezza (relativamente al numero di accessi annuali), certificati di deposito e buoni fruttiferi e contratti derivati.

Sono esclusi, invece, fondi pensione e finanziamenti. Gli intermediari finanziari fra cui banche, Poste italiane, intermediari, imprese di investimento, organismi di investimento collettivo del risparmio e società di gestione del risparmio dovranno comunicare i dati identificativi del rapporto, incluso il codice univoco, rivolto al soggetto persona fisica o non fisica  che ne ha la disponibilità e a tutti i cointestatari (qualora ci siano più soggetti), e i dati riguardanti il saldo iniziale al primo gennaio e al saldo finale al 31 dicembre.
  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il