Blog di quartiere, social networking e cittadino digitale: i nuovi esperimenti della città di Torino

Lo Smart Lab di Torino prova ad applicare in maniera concreta gli strumenti del web 2.0 nella città di Torino, nei suoi quartieri fino a dare un identità digitale ad ogni cittadino che lo desideri.



Quali sono i meccanismi per cui una community “Web 1.0” tende a durare poco e a essere dimenticata presto mentre una community “Web 2.0” riesce a essere quasi sempre viva e anzi a crescere in modo esponenziale? E quali regole si può dare una community “Web 2.0”?

Di questo e di altro si occupa specificamente Giuseppe Granieri, che all’interno dello Smart Lab porta avanti la ricerca Progettare la collaborazione: attraverso uno studio delle community di net gaming (tra le più attive ed articolate) si proverà a seguire l’evoluzione di un gruppo di utenti dall’aggregazione disordinata alla rete sociale definita.

Un esempio concreto di collaborazione progettata sta in un blog collettivo che parla di un territorio (o forse, con un neologismo azzardato, si potrebbe dire che “è parlato” da un territorio). Il SanPaBlog (la sigla sta per il quartiere San Paolo di Torino) è un urban blog sperimentale sponsorizzato dalla Città di Torino nell’ambito del Progetto Periferie il cui obiettivo – secondo i curatori – è quello di «creare, supportare e stimolare la partecipazione della cittadinanza attiva sul territorio, fornendo alla comunità che vive e anima il quartiere uno strumento pubblico di espressione».

Mettere l’utente in grado di confrontarsi con altri utenti che hanno la sua stessa esperienza o esperienze diverse. Permettergli, grazie allo strumento informatico, di conoscere meglio un territorio, che può essere un quartiere come un condominio, un ufficio, un circolo o un locale.

Dinamiche di relazione che confluiscono in un terzo punto focale dello Smart Lab, quello più concreto: il progetto iCity.

In collaborazione con la Città di Torino si cercherà di realizzare una guida per conoscere il territorio cittadino gestita secondo un modello di social networking e fruibile in modalità multicanale.

Un Digital Semantic Assistant (come lo definiscono i tecnici del CSP) che aiuterà i turisti e gli abitanti a orientarsi e a conoscere più a fondo la città.

Infine Smart Lab si occupa anche del progetto Smart Life, che studia la possibilità di integrare tutte le diverse tipologie di servizio che stanno sotto l’ombrello del Web 2.0 in modo da realizzare un sistema semplice ed efficace di gestire la propria identità digitale (ad esempio un’interfaccia unica per postare sul proprio blog, inviare immagini su Flickr, gestire i contatti di lavoro con LinkedIn, condividere i propri bookmark con del.icio.us, mettere in comune le proprie opinioni con quelle di altri networker tramite Technorati, magari personalizzata secondo la lingua, l’età e le esigenze dell’utente).

Insomma, il Web 2.0 sarà anche un neologismo privo di reale significato, ma il programma di ricerca dello Smart Lab si impegna seriamente a riempire questo vuoto.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il