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Tares: quanto e quando si dovrebbe pagare. Richiesto nuovi rinvio tassa ma decreto bloccato

Fissata a luglio la scadenza della Tares: le richieste di sindacati e presidente della Camera



Si pagherà a partire dal prossimo luglio la Tares, la nuova tassa che sostituisce la vecchia Tarsu, nuovo tributo comunale sui rifiuti e sui servizi che sostituirà tutti gli attuali e vigenti prelievi relativi alla gestione dei rifiuti urbani.

E' stata, infatti, bocciata la proposta di rinvio della nuova tassa rifiuti che era stato portato sul tavolo del Consiglio dei ministri ma non si è riusciti a varare un provvedimento di rinvio, nonostante le pressioni specie delle parti sociali.

Susanna Camusso, il segretario generale della Cgil, ha lanciato l’allarme sull’ingorgo fiscale di giugno-luglio, mentre il presidente dell’Anci, Graziano Delrio, ha ricordato che “è molto grave non risolvere un problema urgente che rischia di determinare un’emergenza di liquidità e di raccolta dei rifiuti”.

I sindaci, invece, dal canto loro, considerano nuove azioni insieme agli alleati di sindacati e imprese. Secondo Daniele Fortini, il presidente di Federambiente, “è sbalorditivo il fatto che di fronte a un mondo ampio che implora un intervento urgente il Governo dilazioni pur avendo coscienza del problema.

A oggi gli operatori avrebbero già dovuto incassare la copertura economica del primo trimestre, mentre con le regole attuali dovremo lavorare gratis per mesi”. Anche la presidente della Camera, Laura Boldrini, ha chiesto al premier Monti di valutare l'opportunità di un rinvio della tassa, “visto l'affollamento di scadenze fiscali in un periodo di grave crisi economica”.

La Boldrini era stata sollecitata da alcuni deputati del Pd, allarmati dalla stima della Uil secondo cui la Tares costerà 305 euro medi, rispetto agli attuali 218 (il 40% in più).

La Tares sarà determinata in base alla superficie calpestabile degli immobili (non quindi sul numero di abitanti nell’alloggio come accadeva in alcuni comuni per la Tarsu), dato già in possesso dei Comuni. Questa base imponibile rimarrà in vigore fino al completo adeguamento dei dati catastali degli immobili alla toponomastica comunale.

La tariffa è composta da una parte fissa, determinata in relazione  alle componenti essenziali del costo del servizio, riferite in particolare agli investimenti per le opere e ai  relativi ammortamenti; e da una parte variabile, rapportata alle quantità di rifiuti conferiti, al servizio fornito e all’entità dei costi di gestione.

La tariffa in particolare è articolata nelle fasce di utenza domestica e non domestica e dovrà essere corrisposta in base a tariffa riferita all’anno solare e commisurata alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte. Per il pagamento della Tares le modalità da seguire saranno le stesse previste dal modello F24 per l’Imu e quindi il bollettino postale F24.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il