Azioni mercati emergenti, poche obbligazioni e titoli di stato:consigli gestori Aprile-Maggio-Giugno

Investimenti attuali: convenienze e rischi. I pareri degli esperti



Fra azioni, obbligazioni e titoli di stato, investire oggi, in un momento di grande incertezza, risulta un'impresa ardua. E la crisi nell’Eurozona e il salvataggio di Cipro con i prelievi forzosi sui depositi bancari nel Paese non hanno di certo aiutato, riportando una forte volatilità sui mercati.

Come riportato su Affari e Finanza, Alessandro Taddeo, direttore investimenti di Carige Sgr, non vede grandi prospettive di crescita, soprattutto in riferimento al mercato obbligazionario: “Gli elevati rendimenti visti nel 2012 non sono replicabili: gli spread, schizzati in alto lo scorso anno per il timore di un collasso dell’Eurozona, sono rientrati dopo lo scudo della Bce e oggi sono vicini ai valori fair value”.

Questo nonostante l’esito incerto delle elezioni italiane prima e la decisione su Cipro poi abbiano comportato una risalita dei differenziali tra Paesi core e periferici dell’area: “Le tensioni potrebbero durare ancora a lungo, per cui non vediamo grandi spazi di recupero attualmente”.

Il consiglio degli esperti è di allungare la durata dei titoli in portafoglio o puntare sulle emissioni dei mercati emergenti, che negli ultimi tempi hanno visto ridurre il loro profilo di rischio.

Per Gianfranco Venuti, direttore servizio investment center di Bpm, sarebbe meglio guardare maggiormente all’obbligazionario misto: “Con i tassi ai minimi, l’investimento in bond si mostra poco profittevole in questo moment. Così riteniamo più utile combinare un’esposizione sulla componente obbligazionaria con una quota azionaria che cavalchi i trend ritenuti di volta in volta più interessanti tramite fondi comuni a scadenza.

Ad esempio, in questa fase di mercato i gestori tendono a orientarsi soprattutto verso le società che beneficiano della ripresa dei consumi e quelle che offrono buoni dividendi”.

Secondo Emilio Franco, vice direttore generale e responsabile investimenti di Ubi Pramerica Sgr, sono da preferire “le società che hanno un vantaggio competitivo sostenibile nel tempo, la capacità di generare cassa, stati patrimoniali solidi e un buon management”.

Punta sull’Italia Pierluca Beltramelli, responsabile comparto flessibili/tr-mercati sviluppati di Aletti Gestielle Sgr: “Come sistema la Penisola presenta dati solidi, ma continua a pagare un rischio Paese sempre meno giustificato”. Per l’esperto, la ristrutturazione messa in atto dal settore finanziario è un presupposto fondamentale che permetterà alle banche di essere pronte a sostenere il recupero economico. Da qui l’interesse verso i titoli finanziari, così come per quelli dell’energy e le utility, “che hanno attuato importanti processi di ristrutturazione”.

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di Marianna Quatraro pubblicato il