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Esodati: decreto oggi 3 Aprile 2013 poco significativo. Solo attuazione ultimo decreto Fornero

Questione esodati oggi in Aula: nessuna novità particolare. Solo definizioni



Approda oggi in Consiglio dei Ministri, ancora una volta, la questione esodati, anche se non si aspettano novità eclatanti. Prevista, infatti, solo la definizione e l’attuazione del terzo decreto varato dal governo, quello che cioè tutela gli ultimi 10mila esodati individuati per le tutele.

Nonostante il terzo decreto tuteli altri diecimila i lavoratori, facendo arrivare la platea dei salvaguardati a 130mila persone, restano, comunque, privi di tutele più di 200mila persone.

L’obiettivo del terzo decreto è quello di far corrispondere il numero di beneficiari alle risorse disponibili, invece di garantire un diritto, ed anche in questo caso restano da sciogliere comunque diversi nodi. La questione esodati resta, dunque, spinosa e per questo motivo è stata istituita una Commissione speciale.

In particolare, la supercommissione dovrà esaminare la lo schema di decreto che riguarda i requisiti di accesso alla pensione per gli esodati. Secondo la Ragioneria di Stato, oltre i 130mila tutelati, sono ancora migliaia gli esodati non salvaguardati che sono stati messi in disparte dalla riforma Fornero e dagli interventi precedenti.

Di questa platea, nessuno, ad oggi, ha ancora ricevuto un euro di pensione, nonostante gli sforzi di Inps e Ministero per risolvere il problema. Il compito della Commissione sarà non quello di dar vita a novità che possano tutelare ulteriori esodati, quanto assicurarsi che i provvedimenti già realizzati dal governo vengano messi in atto per assicurare la salvaguardia ai primi tutelati.

Il terzo decreto che tutela gli ultimi 10mila individuati appartenenti ai 130mila tutelati è solo l’ultimo dei tre predisposti: il primo decreto legge 6 luglio 2012 ha tutelato i primi 65mila lavoratori rimasti senza pensione e senza stipendio, coloro per i quali le imprese abbiano stipulato in sede governativa entro il 31 dicembre 2011 accordi finalizzati alla gestione delle eccedenze occupazionali con utilizzo di ammortizzatori sociali ancorchè alla data del 4 dicembre 2011 gli stessi lavoratori ancora non risultino cessati dall’attività lavorativa e collocati in mobilità e che in ogni caso maturino i requisiti per il pensionamento entro il periodo di fruizione dell’indennità di mobilità;  1.600 lavoratori che, alla data del 4 dicembre 2011, non erano titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà, ma per i quali il diritto all’accesso ai predetti fondi era previsto da accordi stipulati alla suddetta data e ferma restando la permanenza nel fondo fino al sessantaduesimo anno di età; lavoratori che prima della data del 4 dicembre 2011, siano stati autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione; e i lavoratori in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi che avrebbero comportato la decorrenza del trattamento medesimo nel periodo compreso fra il ventiquattresimo e il trentaseiesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto-legge n. 201 del 2011.

Il secondo decreto esodati riguarda 55mila lavoratori e mira a salvaguardare i lavoratori per cui sono stati firmati accordi in sede governativa entro il 31 dicembre 2011, anche se alla data del 4 dicembre 2011 non erano ancora in mobilità. In questa platea di 55 mila salvaguardati rientrano, tra gli altri, i lavoratori dell'ex stabilimento Fiat di Termini Imerese, chiuso a fine 2011.

Per quanto riguarda le prime due platee di salvaguardati, per i primi 65mila, a cui lo stesso ministro Fornero aveva promesso lettere e comunicazioni entro febbraio, le verifiche dell’Inps sono ancora in corso. Le domande, del resto, hanno rapidamente raggiunto, e superato, i posti messi a disposizione dal governo.

Per la categoria dei cessati, per esempio, sono arrivate 18.701 domande rispetto alle 6.890 posizioni previste. Stesso discorso per i lavoratori che hanno all’attivo prestazioni a carico dei Fondi di solidarietà: un primo contingente di 17.710 posti è stato esaurito prima della fine dell’anno. E lo scorso 4 marzo l’Inps ha comunicato che, con decorrenza primo aprile, è esaurito anche il planfond di 1.600 posti aggiunti dal governo lo scorso gennaio.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il