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Pensioni quota 96 classe 52: nessuna sentenza Corte dei Conti. Si spera per oggi 4 Aprile 2013

Quota 96: si attende ancora sentenza definitiva



Ancora nulla di fatto ad oggi, giovedì 4 aprile, per la questione pensionandi della scuola appartenenti alla cosiddetta Quota 96. La sentenza definitiva della Corte dei Conti sulla possibilità per i docenti della scuola di andare in pensione con le vecchie regole, antecedenti l’entrata in vigore della riforma Fornero, sarebbe dovuta arrivare lo scorso 21 marzo, ma è slittata prima di qualche giorno, poi di qualche altro, arrivando ad oggi e senza nessuna conferma per chi aspetta di lasciare il lavoro.

Si spera arrivi, dunque, oggi la sentenza, anche se sarà impresa ardua: la Corte deve comunque valutare, ormai in breve, la legittimità del blocco pensionamenti per i docenti Quota 96, attualmente impossibilitati ad andare in pensione pur avendo conseguito tutti i requisiti e i diritti previsti dalla normativa previgente la riforma Fornero.

Il problema dei pensionandi Quota 96 si è creatoquando, nello stilare la nuova riforma delle pensioni, il governo tecnico guidato da Monti non ha tenuto conto della specificità del Comparto Scuola, riconosciuta da leggi specifiche, eguagliandolo alle leggi generali di tutti gli altri settori della Pubblica Amministrazione, dimenticando che l'anno scolastico non coincide con l'anno solare e che si colloca, invece, a cavallo tra due anni solari, per cui nessun insegnante potrebbe abbandonare la sua classe il 31 dicembre.

I pensionamenti della scuola partono, infatti, dal 1 settembre e i requisiti ricercati si fermano al 31 agosto di ogni anno, per i docenti di Quota 96 i requisiti si arrestano al 31 dicembre 2011, tagliando dunque fuori dalle entrate in pensione circa 3.500 individui del corpo insegnante aventi diritto.

La riforma Fornero ha avuto un impatto negativo sul mondo delle pensioni e secondo Elena Centemero, responsabile nazionale Scuola del Partito delle Libertà, la riduzione del 50% dei pensionamenti nella scuola dimostra quanto le novità introdotte dal ministro del Lavoro abbiano inciso negativamente sul mondo dell’istruzione.

Sostiene la Centemero: “Il ministro Fornero si è dimenticata che nella scuola c’è una sola finestra per andare in pensione, quella del 31 agosto” e si sofferma sulle conseguenze negative che i mancati pensionamenti comporteranno a causa del mancato turn over: “A tutto ciò si aggiunge il problema del precariato: meno pensionamenti significano meno precari immessi in ruolo, creando un sistema bizantino, non degno di un paese moderno, che evidenzia ancora una volta l`urgenza di modificare l`attuale sistema di reclutamento. Punti urgenti che richiedono risposte immediate”.

Ora, solo nel momento in cui la Corte si pronuncerà, si saprà se i docenti che hanno raggiunto i requisiti di pensionamento ma sono rimasti al lavoro potranno uscire in base alle vecchie regole con Quota 96, data dalla somma tra età anagrafica e contributiva partendo da un minimo di 60 anni di età e 35 di contribuzione.

E le previsioni sono positive, considerando le sentenza già favorevoli dei Tribunali di Oristano, Torino e Siena, che si sono espressi positivamente nei confronti di alcuni ricorrenti.

 
 

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il